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2006-02-27

La carica delle 101

Inserito: 2006-02-27 ore 14:44:38 - Categoria: Universitas Sportorum

101 come le medaglie vinte dall'Italia ai Giochi Olimpici invernali. Che ho seguito assai, soprattutto dopo aver deciso di ritardare la laurea. Proviamo a fissare qualche ricordo e pensiero sparso.

L'organizzazione sembra essersela cavata bene, le gare si sono svolte nelle condizioni migliori per gli atleti.

Molto ben fatto mi è sembrato il sito delle olimpiadi: pochi fronzoli, niente porcherie Java/Flash, stile pulito, tante foto, aggiornamenti realtime, chicche come le ricostruzioni dei tiri migliori nel curling.

Sarebbe bello che, almeno per queste olimpiadi, si potesse avere una copertura televisiva davvero completa: basterebbero 3-4 canali per permettere allo spettatore di scegliere di vedere ogni gara.

C'è un elemento comune a tutti gli sport delle olimpiadi invernali, ed è la velocità. Velocità sempre da controllare, per non cadere o volare via, ma necessaria, su sci come su pattini. A questa regola sfugge il curling, sport in effetti anomalo rispetto agli altri (ma non per questo meno bello e coinvolgente), mix tra bocce e biliardo dove contano strategia e precisione. Ma se il curling è olimpico, perché non dovrebbero esserlo le bocce?

Alle Olimpiadi spuntano campioni che per 4 anni sono dei signor nessuno, spesso più in patria che altrove. L'importante è non montarsi la testa, non andare a far reality show come Montano che posso scusare solo per un motivo: in Italia i campionissimi non calciatori (a parte rare eccezioni) guadagnano poco, e per uno come lui i soldi che gli darà Mediaset dovrebbero essere una vera manna dal cielo. Certo che pensare che un Enrico Fabris prima di Torino fosse uno sconosciuto per gli italiani, mentre in Olanda già lo fermavano a chiedergli autografi per strada, e contemporaneamente si totalizzano centinaia di ore in tv (e carta e inchiostro sui giornali) per un infortunio di un calciatore, fa riflettere.

Dicono che dopo queste olimpiadi ci sarà un boom in Italia del pattinaggio veloce e del curling. Meglio tardi che mai. Per quanto mi riguarda, il curling mi piace molto (peccato che le stone costino 900€ l'una, e ogni squadra deve provvedere anche a quelle dell'ospite, quando si gareggia), mentre allo speed skating preferisco lo short track: mi affascina sia la pista corta, sia lo stare sempre vicinissimi a terra, sia la bagarre e i sorpassi.

Fabris vince due ori e un bronzo e diventa l'atleta italiano che più ha raccolto in una edizione olimpica invernale, battendo il precedente record di due ori (di Tomba, Paruzzi e credo qualcun altro), record peraltro eguagliato anche da Di Centa con la bellissima vittoria nella 50 Km di domenica. In effetti fare un record vincendo "solo" due ori sembra poco, ma va considerato che in Italia gli sport invernali sono (oltre che poco sostenuti) un fatto prevalentemente settentrionale, inoltre le discipline sono poche e in molte di essi un atleta può, ragionevolmente, competere per una sola medaglia. Mi fa comunque piacere che gli emiliani capaci di raggiungere l'oro su neve e ghiaccio olimpici siano diventati due: a Tomba si è infatti aggiunto Ippolito Sanfratello, oro con Fabris, Anesi e Donegrandi nell'inseguimento a squadre di speed skating.

La medaglia italiana più bella? Ovviamente è difficile da scegliere. Perché se le medaglie inaspettate (come Di Centa) hanno un valore aggiunto, quelle annunciate e poi vinte (come Zoeggeler) o quelle non annunciate ma vinte con superiorità (come la staffetta di fondo o l'inseguimento) danno orgoglio. Boh. Potrei scegliere il bronzo della staffetta 4x6Km di fondo femminile, perché pare che ci credessero solo loro quattro (Gabriella Paruzzi, Antonella Confortola, Arianna Follis e Sabina Valbusa), che in questo periodo non sembrano in ottimi rapporti con la federazione. Un valore aggiunto non da poco.

Il momento top? Per me è stato l'inno di Mameli cantato da una bambina, l'orgoglio nazionale di quella canzone, vigorosa e a tratti boriosa, mediato da una voce candida e dolcissima. Da coccolone.

Il momento flop? Certamente la magra figura dello sci alpino azzurro brucia molto. Ma non me la sento di gettare la croce sugli atleti: sinceramente, avevamo più delle speranzielle che delle certezze di medaglia. L'unica vera certezza era Giorgio Rocca, e quella caduta così strana nello slalom, un'uscita che non era né una caduta classica né un'inforcata, mi toglie ogni desiderio di colpevolizzare anche lui. Allora, per sdrammatizzare, come momento flop e come simbolo della sfortunata spedizione giù per i pendii del Sestriére e San Sicario, sceglierò la premiata ditta Alberto Tomba-Ettore Giovannelli. Il secondo è ben noto agli appassionati di Formula 1, bravo giornalista ma (per colpa più delle circostanze che sua) involontario portagonista di momenti comici. Le sue famose interviste a Jean Todt e le risposte sempre più evasive del capo GeS Ferrari dovrebbero chiarire cosa intendo.
Poi c'è Tomba. Col suo mito sono cresciuto, ho ancora stampate in testa le sue imprese impossibili tra i pali. Ma la banalità delle frasi che diceva a commento delle discese altrui è inclassificabile. Mi sarebbe piaciuto essere nella testa di Giovannelli, Gobbo e De Chiesa (oltre che in quelle dei tecnici, registi, operatori ecc. della RAI) per conoscere i loro pensieri mentre ascoltavano cose che anche uno che non ha mai visto un paio di sci né in TV né dal vivo poteva dire, peraltro con una padronanza dell'italiano esilarante. Metti questi due insieme e vien fuori la gag delle gag; e mi sembra giusto mettere questa immagine per illustrare lo sci alpino italiano a queste Olimpiadi.
Al secondo posto come momento flop metterei l'inglese di Castellani, ex-sindaco di Torino e capo del comitato organizzatore: una pronuncia orripilante, roba da far sembrare Valentino Rossi un londinese purosangue.

I commentatori TV. Gobbo e De Chiesa mi lasciano sempre un po', per così dire, di "insipido", lo stesso che avviene con Mazzoni e Capelli, o con Guido Meda e Loris Reggiani. Ma forse è più un mio difetto: preferisco le telecronache tipo Roberto Ungaro e Marco Lucchinelli (MotoGP su Eurosport) oppure la voce coinvolgente di Giovanni Di Pillo (Superbike, prima su TMC e ora su Nuvolari) anche se il contenuto tecnico tende a zero. Bragagna, come sempre, giganteggia, competente e coinvolgente, nella scelta delle parole, nel tono della voce, nelle pause sapientemente inserite. Bravo anche Bizzotto, e bravo Bulbarelli che non mi aspettavo competente al di fuori del ciclismo. Molto bene, come atlete prestate al microfono, Lara Magoni, Deborah Compagnoni e Stefania Belmondo (il paragone con Tomba, soprattutto per le prime due, è impietoso), e molto bello partecipare in diretta alla gioia di Sergio Anesi, commentatore dello speed skating e insieme padre di Matteo, oro nell'inseguimento a squadre. Bravo Giovannelli, tralasciando il discorso-Tomba, a districarsi in ambienti non suoi, ben conscio che in quelle situazioni bisogna soprattutto dar voce ai protagonisti ed evitare rischiose interpretazioni personali.

Qualcuno si è indignato per il commento tecnico sovrapposto alle gare di pattinaggio artistico: in effetti sarebbe stato bello disporre di un doppio audio stile Sky, per permettere a chi voleva capire il valore tecnico degli esercizi di ascoltare il commento, e a chi voleva bearsi della musica e delle evoluzioni dei pattinatori, vere opere d'arte, di farlo. È vero che un'opera d'arte non avrebbe bisogno di commento (perché si tratterebbe di qualcosa di soggettivo), ma qui si parla anche e soprattutto di sport, di regole oggettive da rispettare. Anche per questo è bello che ci sia un gala finale, dove gli atleti, liberi dalla pressione e dalle regole della gara, possono dare spazio al meglio della loro espressività.
Un discorso a parte merita Carolina Kostner, ragazza graziosa nel senso più completo della parola, con e senza i pattini. A volte conosci delle ragazze dotate di tale grazia, nei movimenti, nel portamento, nel parlare. Carolina è una di queste, una specie in via di estinzione da proteggere. Soprattutto col costume usato nel gala, ricorda molto la donna-angelo tanto cantata dai poeti del due-trecento, quella donna, per dirla con Dante, "benignamente d'umiltà vestuta / e pare che sia cosa venuta / dal cielo in terra a miracol mostrare". Scusate l'esagerazione, ma ci voleva.

Infine, un saluto e un augurio a tutti gli atleti, i medagliati annunciati e a sorpresa, quelli che hanno mancato di poco la soddisfazione del podio olimpico e quelli che hanno vinto con la loro presenza. Grazie a tutti!

Commenti (3)

ginex101

Ottime considerazioni su questi Giochi Olimpici, che mi hanno fatto scoprire tante discipine che conoscevo poco (come il curling, che guardavo su Eurosport in lingua inglese e senza mai capirci una mazza) o per nulla (come lo short track).
A me le Olimpiadi danno sempre delle emozioni uniche, come nessun altro sport (a parte il ciclismo) mi sa regalare; ed era bellissimo andare a mangiare in un bar durante la pausa pranzo all'Università e ritrovarsi a vedere un'avvincente partita di hockey. Un po' come nel 2000, quando durante le ore di ginnastica si vedevano le Olimpiadi di Sydney piuttosto che andare in palestra.
E poi ora sono ancora più contento, visto che le medaglie olimpiche dell'Italia sono diventate 101 ... ;-)

2006-03-05 - 01:34:15

byker45

Commento "depurato" dal tenutario del blog.

Vorrei soltanto capire dove xxxxx AVETE trovato i commentatori delle SBK compreso di pillo? Ma CHI è il malato di Alzhemer che determina il COMMENTO TELEVISIVO a determinati SOGGETTI, non CREDO ABBIA MAI e ribadisco MAI, POGGIATO I PROPRI xxxxxxxxx A CONTATTO CON IL SERBATOIO DI xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx La colpa è Mia che ancora pago il canone x vedere eurosport, ma cmq confermo che dal prossimo mese potete farvi dare nel xxxx e le telecronache potete cibarvele voi con questi cronisti trovati sotto qualche ponte che facevano compagnia a Renato Pozzetto sul film 1 POVERO RICCO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! SPERO che in seguto AVRETE e non solo x ME ma anche nei confronti degli ALTRI MOTOCICLISTI IL RISPETTO COMUNE CHE MERITIAMO e FELICI di PAGARE x CRONISTI del CALIBRO DI UMBERTO UNGARO E MARCO LUCCHINELLI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! X ORA ANDATE A FARE IN xxxx, CHE CON QUESTE MEZZE CALZETTE AVETE ROTTO I xxxxxxxx !!!!!

2006-08-06 - 15:27:25

MG55

1. Si chiama Roberto Ungaro
2. Io posso anche rispettarti, ma se questo è il tuo tono non puoi aspettarti molto rispetto.
3. Visto che il blog è il mio aspettati che questo commento venga cancellato o depurato. No troll please.

2006-08-07 - 16:44:09

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