More than meets the eye
Inserito: 2007-06-29 ore 12:24:38 - Categoria: Lo schermo d'argento
L'ho visto, direi, come si conviene ad un fan, uno che è cresciuto a pane e Trans Formers: alla prima visione, insieme ad un fan altrettanto sfegatato (il buon Gipos), entrambi con la maglietta d'ordinanza (una rossa e una blu scura, entrambe con il simbolo degli Autorobot, comprate da me a Londra nel 2005). Un po' come i fan di Star Wars che andavano alle prime dei nuovi episodi vestiti di tutto punto e con le spade laser, facendo la fila anche da giorni prima (come alcuni stanno facendo in queste ore in attesa dell'iPhone). Insomma, tutti gli ingredienti giusti.
Cos'è stato? Un viaggio frenetico, con pochissime pause,
sempre in azione ed in trasformazione, qualche intermezzo comico (i
genitori di Sam, i goffi tentativi degli Autorobot di
"nascondersi", il venditore di auto usate, il capo del Sector 7
interpretato da un John Turturro stralunato come sempre), voci
robotiche, armi spaziali e qualche omaggio a noi "veterani"
(BumbleBee che appare nel concessionario vicino ad un Maggiolino, o
la prima trasformazione del film che ricopia quel suono sentito
milioni di volte nel cartone). Era un film che avrei visto a tutti
i costi, pronto anche a buttar via 7 euri; e in effetti temevo che
mi deludesse. Non è successo, e credo che nonostante ieri sia
stato incredibilmente facile trovare posto in sala (siamo andati a
Faenza per la prima proiezione ma pronti anche a vedere la seconda
se non ci fossero stati buoni posti; invece abbiamo trovato posto
subito e anche comodo) ci sarà un buon effetto passaparola che
darà ottimi incassi anche qui in Italia (sentivo alcuni
discutere su quando ritornare a vederlo). Io e Gipos siamo usciti
estasiati, passando il viaggio di ritorno a discutere le nostre
sensazioni, cosa ci aveva preso e cosa no.
Due cose che ho amato più di altre:
Una storia convincente. Quando pensi a degli alieni capaci di trasformarsi in veicoli terrestri, sorgono inevitabili due domande, sia al fan di lunga data dei Trans Formers, sia a chi non ne sa nulla: Perché sono qui? E come hanno imparato, da alieni, a mimetizzarsi così tra noi? Nel cartone la prima domanda aveva avuto una risposta esauriente: astronavi precipitate sulla Terra durante una battaglia, poi rimaste, con alcuni alla ricerca dell'Energon per ripotenziarsi (Distructors) e gli altri a prevenire i primi dal fare del male ai terrestri (Autorobot). La seconda risposta era più dubbia, in quanto le forme robotiche dei Trans Formers erano le stesse sia su Cybertron che sulla Terra, e cambiavano solo le forme veicolari: l'effetto, nel cartone, era pessimo (vedi primo episodio). Qui è stata introdotta la saggia idea della protoforma, con la quale i Trans Formers giungono sul pianeta per poi imitare i veicoli terrestri; inoltre i Trans Formers arrivati sulla Terra usano molto le comunicazioni terrestri, in particolare Internet, con la quale tra l'altro imparano le nostre lingue. Anche il motivo che spinge i mastodontici guerrieri sulla Terra è stato ben costruito dagli sceneggiatori, e ve lo lascio da scoprire. Michael Bay non resiste alla tentazione delle americanate (frasi autocelebrative, alcuni personaggi stereotipati e passaggi scontati) ma la cosa non diventa troppo pesante.
Sì, sono proprio loro. Per noi della vecchia guardia era fondamentale che, se non nell'aspetto (nell'era della sponsorizzazione a go-go dentro i film è normale che tutte le auto siano di un certo produttore) almeno nel carattere, si ritrovassero nel film i Trans Formers che conoscevamo. Ci sono. Optimus Prime (Commander), Megatron e BumbleBee (Maggiolino), in particolare, hanno davvero tutti i tratti che li hanno resi celebri nel cartone, e ci sono buone aderenze anche negli altri robot. Il totale altruismo e difesa dei deboli del leader degli Autorobot, la lucida malvagità del capo dei Distructors, l'affetto per gli umani ed il coraggio del "piccolo" della compagnia sono ciò che abbiamo amato in questi eroici robot. Pure Frenzy (il piccolo robot capace di trasformarsi in oggetti hi-tech come stereo e cellulari) è chiaramente ispirato a Memor (il mangianastri fedelissimo assistente di Megatron) e ai suoi robot-cassetta, in particolare Gufo. Sam, l'amico umano, è un ragazzo del terzo millennio come il suo omologo Spike lo era degli anni '80. Quindi tutto torna.
Due cose, in particolare, non mi sono piaciute:
Troppo compresso. Sarà che mi sono abituato
alle saghe, o a film lunghissimi come Il Signore degli
Anelli, ma ci sono talmente tanti fatti dentro al film che
l'introspezione (e anche la caratterizzazione di alcuni robot)
tendono a difettare. In un video sul sito ufficiale del film, gli
sceneggiatori Roberto Orci e Alex Kurtzman avevano promesso di
riproporre il rapporto tra Megatron e Starscream (Astrum)
esattamente come lo conoscevamo, ed è stato così; peccato
che l'unica interazione fra il leader dei Distructor e il suo
luogotenente, trattato spesso a pesci in faccia dal capo e
desideroso di prenderne il posto, duri non più di 15 secondi.
OK che io sono un fanatico dei Trans Formers e sarei stato giorni
in quella sala a vedere un film su di loro, ma anche solo una
mezz'ora in più non mi sarebbe dispiaciuta, anzi. Magari,
secondo la moda dell'industria cinematografica odierna, ritenendo
un film troppo lungo inadatto alla sala cinematografica, Michael
Bay ci proporrà in DVD una versione estesa del film. Almeno io
lo spero.
Traduzione. Le chicche per i fan di vecchia data, tra cui molte frasi storiche in particolare di Commander (quella nel titolo, "Freedom is the right of all sentient beings", "One shall stand, One shall fall"), dimostrano che gli sceneggiatori sono davvero dei conoscitori dell'universo dei Trans Formers. Quelli del doppiaggio in italiano (curioso il fatto che il film sia uscito in Italia ieri, dopo l'anteprima a Taormina il 21, mentre in USA arriva solo lunedi) non hanno invece dimostrato molta cultura, per una serie che in Italia ha avuto un folto seguito di appassionati e grandi vendite dei giocattoli. Torna il dilemma di cui parlai riguardo a Star Wars: perchè non usare le versioni italiane dei nomi dei Trans Formers? L'unico timido tentativo lo si è fatto con Brawl (il carro armato), per il quale è stato rispolverato il nome Devastator (che comunque identificava tutt'altro, Brawl in italiano era Bomber ed era anche allora un carro armato); inoltre riconosco che chiamare Maggiolino una Camaro non era molto indicato. Ma cavolo, almeno i nomi Autorobot e Distructor al posto di Autobot e Decepticon e Commander e Astrum anzichè Optimus Prime e Starscream era troppo complicato usarli? Visto che vengono dallo spazio quindi non hanno alcuna lingua madre terrestre, potevamo evitare quel parlare in italiano inserendo in continuazione parole inglesi, che alla lunga diventa ridicolo (non ho niente contro l'uso di parole inglesi in sé, ma in quel caso specifico troppa frequenza genera un risultato poco credibile). Concordo che in questo caso non si crea l'incoerenza di Star Wars, visto che il film non si lega alla storia dei Trans Formers classici e al primo film del 1986, però noi vecchi avremmo gradito e per i giovani non sarebbe cambiato nulla. E sono sicuro che i traduttori in altre lingue avranno meno remore a tradurre più di noi, sempre troppo anglofili. Mi consolerò guardandomi la versione originale quando uscirà il DVD (che ho già incluso nella mia lista regali), dove potrò peraltro godermi la voce storica di Commander, Peter Cullen, e Hugo Weaving (L'agente Smith, V per Vendetta, Elrond) nel ruolo di Megatron.
Difetti che non pregiudicano il giudizio finale: consigliatissimo, soprattutto ai fan (che comunque non rimarranno delusi) e agli amanti dei film di azione. E anch'io tornerei a rivederlo, magari con qualcuno del tutto digiuno di TransFormers (come Canta) per introdurlo a questo mondo, dove le cose non sono quello che sembrano... un mondo di eroici Autorobot e perfidi Distrucors!












