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2008-09-01

Stupore

Inserito: 2008-09-01 ore 00:29:49 - Categoria: Chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio (1Gv 4,7)

Avevo già sentito di qualcuno (di quelli di Sydney, in particolare) che ci andava, poi più esplicitamente Ilaria mi aveva detto "se qualche giorno vuoi venire, diccelo!". Ho pensato "perché no?" e ho così fatto una cosa nuova: approfittando dell'ultimo venerdì estivo di chiusura di Dada, sono stato al Meeting di Rimini.

È chiaro che recarsi ad un evento del genere, che ospita in contemporanea una decina di mostre e un buon numero di conferenze, standoci un solo giorno, permette di avere solo un assaggio di tutto, ma anche un assaggio vissuto in pieno lascia buoni frutti. Io in particolare, partito da Imola con don Euterio ed altri giovani, ho visitato tre mostre, ho partecipato alla conferenza Chiesa e modernità: il dialogo necessario e la sera ho seguito lo spettacolo Mozart e Pulcinella presentato dal gruppo Napolincanto. Parto con qualche idea sui singoli eventi.

Mostra "Non muoio neanche se mi ammazzano": l'avventura umana di Guareschi. È un peccato che si conosca Guareschi, spesso e volentieri, solo come autore del Mondo piccolo di don Camillo e Peppone, quando la vicenda umana di questo scrittore è piena di testimonianze edificanti. Tra tutte, la capacità di mantenersi forte nella fede durante l'internamento nei lager, in guerra, ed il saper separare l'ideologia (da combattere con fermezza, quando toglie Dio) dall'uomo che la segue (fratello in umanità comunque); un tema fondante nei suoi due personaggi più famosi, spesso non adeguatamente riportato nelle sceneggiature dei film (ma ben reinserito, a sentire lo stesso Guareschi, dai due interpreti, per i quali ebbe sempre grandissima stima). Un uomo e un cristiano speciale, elogiato dal Times tra i principali artefici della sconfitta dei socialcomunisti nel 1948, e chiamato da Giovanni XXIII a scrivere un nuovo catechismo, cosa che rifiutò e di cui si pentì perché si accorse poi di come molti sacerdoti giovani badassero molto all'organizzazione e poco all'uomo (tema che ritornerà nel personaggio di don Chichì, uno degli ultimi inseriti nel Mondo piccolo). Un altro testimone da conoscere ed imitare.

Mostra Libertà va cercando, ch'è sì cara. Vigilando Redimere. Tanti esempi di persone che dalla caduta del reato e del carcere hanno voluto rialzarsi grazie all'incontro con Dio. Mi ricordo in particolare quelli che potendo fare un vero lavoro hanno per esso una grande venerazione, al punto da ribaltare la settimana: se per noi il momento atteso è il weekend, per loro sono i giorni di lavoro ciò che non si vede l'ora di vivere. Ho stretto la mano ad uno di loro, che con altri lavora in un laboratorio di pasticceria. Ho fatto esercizio di un allenamento difficile: guardarti come uomo, indipendentemente da quello che hai fatto. Liberarsi dai pregiudizi... sono andato al Meeting anche per questo.

Mostra Vivere senza menzogna. Solzenicyn. Qui forse mi aspettavo di più quello che ho visto, il personaggio, la sua opera, le ingiustizie sofferte. Ho avuto comunque modo di scoprirne la fede ("L'arte senza Dio non ottiene niente", disse in un'intervista) e l'idea che anche quando sembra che non possiamo farci nulla, qualcosa possiamo fare: "La menzogna domina? Ebbene, che non domini col mio contributo!". Come dire, essere oppressi da qualcosa più grande di noi non significa essere esentati dal lasciare il nostro segno, la nostra testimonianza.

La conferenza. Vibranti e pienamente condivisibili gli interventi di Mons. Fisichella e Mons. Negri, sulla necessità "naturale" per la Chiesa di parlare all'uomo di oggi in tutti i suoi ambiti di vita, senza restare nel "privato". Condivisibile Mauro Mazza quando ha detto "temo che sull'eutanasia decidano i medici, credo non dovrebbero decidere i parenti o l'interessato, ma ho il terrore che decidano i politici", peccato che poi si sia lasciato andare ad un intervento su Di Pietro considerandolo, in pratica, un assassino ("ha deciso della vita e della morte di alcune persone"); d'altronde, è lo stesso che aveva paventato l'istigazione al terrorismo commentando il V-Day ("cosa succederebbe se qualche pazzo prendesse la pistola e sparasse?"). E un peccato anche che gran parte della platea lo abbia applaudito: è dialogo dare a uno dell'assassino? Padronissimi di essere in disaccordo con Di Pietro, ma dov'è allora la ricerca dell'umanità comune, dov'è il mettere da parte l'ideologia?

Il concerto. Una bell'incontro, quello tra Mozart e la tradizione musicale napoletana; una bella mescolanza di tragico e comico questa "serenata buffa" presentata da Napolincanto, senza dimenticarsi di scherzare sul meeting ("Perché devo prenderli io i soldi tra il pubblico?" "Perché il protagonista è il mendicante!") o sull'attualità ("C'è troppa munnezza a 'ccà" "Non preoccuparti, viene un mio amico cavaliere dal nord che ha detto che mette tutto a posto lui... se la mangia!"). Peraltro il 18 ottobre saranno a Imola. Consiglio vivamente.

Il sugo di tutta la storia? Certamente mi hanno colpito la cura e la passione con cui le mostre sono state realizzate (peraltro, tra le guide della mostra di Solzenicyn c'era pure padre Filippo, il superiore della Comunità degli Assunzionisti presso cui risiedo a Firenze...), e il modo in cui sapevano proporre nuovi testimoni e testimonianze di fede. Davvero è piena la Terra, nello spazio e nel tempo, dello Spirito di Dio. E lo stupore? È quello che dobbiamo avere sempre, quello del bambino che impara cose nuove, come me a scoprire (sopra tutto) il volto cristiano di Guareschi. Il brutto credo sia proprio quando si smette di stupirsi. Ma è anche brutto quando lo stupore non spinge all'azione. Gambe in spalla, dunque!

Un'esperienza da ripetere, quindi, per potersi ancora stupire ed agire. E grazie ancora una volta a chi (in primis Ilaria) mi ha messo questa pulce nell'orecchio, e a chi mi ha fatto capire l'importanza di condividere queste esperienze. Al 2009 dunque, magari con qualcun'altro della mia parrocchia, a cui non farebbe certo male...

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