I miei interessi
Crescendo ho avuto modo di confrontarmi con tante situazioni, tante idee, tante posizioni, in tutti i campi. E ho fatto le mie scelte. Eccole.
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Ormai l’avete capito, una delle cose che mi interessa di più (dopo le donne, ovviamente ;-) ) è il PC e tutto ciò che ci ruota attorno. Contagiato da mio cuggino, mi sono presto interessato all’intero argomento informatica; ho deciso di seguire questa strada per la vita, cominciando dall’Università, così per essere pronto ho installato Linux su TELETRAN ONE e ho iniziato ad imparare il C. Di certo mi ha aiutato, nella mia scelta, la mia predisposizione per Matematica e simili negli anni della scuola. Così la mia scelta universitaria non è stata affatto difficile, e oggi continuo a esserne contento. Ho terminato la laurea triennale, con un bel 110 e lode, e sto facendo la laurea specialistica.
Tante attività sono scaturite
dalla mia fede. Tra queste
il coro polifonico (del quale faccio parte dal 1997), retto dal
mitico Canta. Non mi dilungo
molto su questo, in quanto esiste già un sito interamente
dedicato al coro; cercatelo nei link riguardanti la mia parrocchia. In questa
sede mi limito a dire che il mio interesse verso il coro è
dovuto, oltre che al voler rendere col canto lode a Dio e servizio
alla comunità, alla titanica persona di Canta e al fatto
(unica vera gratificazione materiale dell’essere corista) di
poter avere sempre un posto privilegiato per seguire le
celebrazioni più importanti, senza dover stare in piedi e
senza avere file di gente davanti che tolgono la visuale; tutte
cose che, inevitabilmente, rendono più difficile la
partecipazione spirituale e il raccoglimento.
Altra attività molto importante è il gruppo GV/GVSS di
Azione Cattolica, dove si è compiuta la mia crescita
spirituale e dove ho incontrato tanti amici. Alcuni di essi li
vedete tra le Foto. Siccome
poi nel 2000 è stato costituito un secondo coro polifonico dei
GV/GVSS, faccio parte anche di quello.
Dal 1996 sono membro del consiglio parrocchiale di Azione
Cattolica, e dallo stesso anno fino al 2001/2002 ho insegnato
catechismo ai bambini delle elementari; ho poi fatto per due anni
l’educatore ACR, e dal 2004/2005 sono educatore GVSS.
Missioni affidatemi dalla parrocchia, che porto avanti sicuramente
in modo indegno ma impegnandomi a fare sempre meglio.
Amo molto lo sport, in particolare
seguirlo, mentre non ho mai praticato molto. Da piccolo avevo
iniziato col pattinaggio artistico, poi il basket nella SPES che ha
la palestra a Santo, poi, causa una lieve scoliosi, dovetti passare
alla ginnastica correttiva. Non è che mi piacesse molto, in
particolare l’istruttrice era molto severa e alla lunga molto
scocciante. Poi la schiena è tornata a posto, e nel 1991 ho
iniziato a nuotare, continuando fino al 1998. Comunque non ho mai
anteposto ad altro lo sport praticato, anzi dopo aver smesso nuoto
e aver fatto un po’ di palestra nell’estate del 1998
sono stato senza fare sport per 3 anni, ricominciando
nell’ottobre 2001 ancora con la palestra. Come ho detto, lo
sport preferisco guardarlo: ne seguo tanti, alcuni con più
partecipazione, altri con meno. In cima alla lista (forse
l’unico del quale posso definirmi veramente "tifoso")
c’è la Formula 1, passione ereditata (come tante altre)
da mio babbo, che tramite un libro mi avvicinò al mito di
Gilles Villeneuve, morto quando io ero troppo piccolo per
ricordarmi qualcosa. In quasi tutti gli sport (tranne quelli nei
quali entra in gioco l’orgoglio nazionale, dove non si
puo’ che essere filoitaliani!) tendo quasi sempre a
schierarmi dalla parte del più vincente, forse perché io,
a causa di un fisico non propriamente atletico, mi sento un
po’ un perdente (e non solo nello sport). Per questo motivo,
tornando alla F1, a un certo punto mi ero stancato di tifare per
una Ferrari che non vinceva mai, preferendo i campioni di turno,
Mansell o Prost (non Senna, da me visto come un
“nemico” per il botto di Suzuka ’90 che tolse il
titolo alla Ferrari di Prost). Poi nel ’94, sempre alla
ricerca di un anti-Senna, scoprii Schumacher, che già seguivo
con interesse fin dal debutto per il talento naturale che mostrava.
Il GP di San Marino ’94 fu un brutto momento, tutti quegli
incidenti, la morte di Senna e Ratzenberger proprio nella mia Imola
mi lasciò sconvolto davanti alla TV (per fortuna che quel
giorno a casa mia c’era Ludovico...) Comunque il tifo per Schumacher si
è fatto via via più forte, soprattutto negli anni
difficili dei mondiali persi all’ultima gara, e si è
così riaffermata la fede rossa Ferrari, ripagata finalmente
dal 2000 in avanti. E a chi dice che la Formula 1 è noiosa
quando vince sempre la Ferrari senza avversari, mi viene quasi da
ridere in faccia e da dirgli “Spero che duri ad annoiarti
ancora per tanti anni!”. E come dice Oriano, “Viva
la Ferari!”.
Altro sport molto seguito il motociclismo, sia il Motomondiale che
la Superbike. Nel primo, con tanti talenti italiani ad altissimo
livello, la scelta è andata su quelli più di
“casa”, come Capirossi, Melandri e Valentino Rossi che
pur pesarese sento molto vicino, oltre a preferirlo diecimila volte
al burino Biaggi. Direte che ancora una volta sto sul carro del
vincitore; beh, ve l’ho detto che sono fatto così, tifo
per lui fin dalla 125, poi è molto simpatico e guida in modo
fantastico (quando, gli anni scorsi, doveva fare molti sorpassi per
vincere - ora è sempre là davanti come Schumacher - lo
vedevi attaccare nei punti più impensabili. E passare).
Inoltre potrei anche conoscerlo di persona un giorno o
l’altro (certe amicizie di mio babbo... vedremo). Nella
Superbike, ovviamente, adoro la rossa a due ruote, la Ducati, e il
suo cavaliere King Carl Fogarty. Nel 2003 la casa di Borgo Panigale
ha debuttato in MotoGP; e vedere fin da subito Capirossi sulla
Ducati lottare ruota a ruota con Rossi è stato un sogno
diventato realtà, come la vittoria già alla sesta gara.
Ammetto che ho difficoltà a scegliere tra Rossi e la Rossa, e
certo il sogno dei sogni sarebbe vederli insieme, avere un Fogarty
de’noaltri. Vedremo...
Da piccolo la mia passione calcistica si divideva fra la Juventus
(tifata dalla maggior parte delle persone che conoscevo) e il
Milan, di cui mi affascinava forse il colore delle maglie, forse il
carisma di Berlusconi, forse l’impressione di potenza che
dava quella squadra. Comunque dopo lo scudetto di Sacchi ho scelto
senza indugi i rossoneri, ma il mio tifo non è stato mai
intenso come quello per la Formula 1. Si gioisce quando si vince,
non ci si arrabbia troppo quando si perde. Certo, però, che la
soddisfazione di vincere la Champion’s League guardando la
finale da unico milanista in mezzo a una decina di juventini è
roba che non si dimentica, come vedere Paolino alzare la coppa. E
così via... Seguo tanti sport in TV, sci (ma da quando non
c’è Tomba non è più la stessa cosa), ciclismo
(anche qui però, senza Pantani... e poi la certezza che ho che
quasi nessuno vada avanti senza doping mi amareggia molto. Ormai di
grandissimi ci resta solo Cipollini, l’unico toscanaccio che
mi piace. Poi c’è questo Tour che arriva a snobbare il
campone del mondo, pur di non avere uno scomodo come il Re Leone),
nuoto, atletica, tennis, basket, pallavolo, baseball, Champ Car,
Indy Car, e tanti altri in particolare da quando, a fine 1999, ci
siamo abbonati a Tele+ (ora Sky). Avevamo preso anche +F1, la
Formula 1 su 7 canali, per seguirla meglio, ma dal 2003 non si
può più avere.
Non ho mai avuto particolari preferenze
musicali, anzi in questo sono l’ascoltatore adatto per una
radio o TV musicale: accendo su radio Deejay o su MTV e mi va bene
quasi ogni cosa che esce dagli altoparlanti. Ho sempre giudicato
una canzone solo per la musica, separandola sia dal cantante che
dal messaggio che la canzone stessa vuole portare, e divido chi la
canta tra il cantante e l’uomo. Marilyn Manson mi fa
sinceramente schifo come uomo, e anche Eminem non è certo un
esempio per me, però mi piacciono molte delle loro canzoni;
così non mi piace l’anarchismo di Guccini e di una
canzone come "La locomotiva", ma il ritmo incalzante e travolgente
della musica e quella voce un po’ così del Guccio mi
fanno amare quella canzone. Dicevo di non avere preferenze
particolari; in realtà seguo con interesse la musica rap, e ho
la passione degli U2, peraltro condivisa da molti amici tra i quali
Beppe, passione iniziata
pian piano ascoltando con interesse le canzoni dell'album
“Pop” e poi cresciuta. Non disdegno la classica, e
spesso seguo concerti d’organo in compagnia di Ludo e Canta, forse più per
passare del tempo con quella sagoma di Canta che per la musica, ma
comunque apprezzo ciò che ascolto. Comunque, sia nella mia
teca di CD che nel mio lettore MP3 c’è davvero di tutto.
Se c’è della musica che proprio non mi piace sono certe
(non tutte) canzoni di quei gruppi gruppetti e solisti italiani
affacciatisi da poco sulla scena, spesso cloni dei cloni, messaggio
poco e scialbo, musica sempre quella, tanta voglia di apparire; in
pratica, quelli che il mitico Olmo di “Mai dire Gol”
prende in giro ormai da anni. Qualcuna ce l’ho nel lettore
MP3, perché facendo il DJ a Santo bisogna avere ciò che
piace alla gente, e quelle canzoni hanno sempre un successone. Ma
dopotutto anch’io ogni tanto mi ritrovo a ripetere quei
motivetti tanto orecchiabili, quindi si vede che non mi fanno
così schifo...
Attualmente mi sono convertito, evidentemente grazie a Canta, alla musica classica: continuo
ad ascoltare saltuariamente il resto, ma principalmente mi diletto
a sintonizzarmi sul Quinto Canale della Filodiffusione RAI e
ascoltare classica a tutto spiano. Ho anche CD pieni di MP3 di
classica, e mi piacerebbe molto che ci fosse una radio a diffusione
nazionale trasmettente classica 24 ore su 24, purtroppo però
non è così, per ora.
Di come ho iniziato a interessarmi
di politica ho già
parlato; negli anni ho affinato la mia mentalità e le mie
idee, cercando di capire cosa è buono della politica e cosa
è da buttare. Oggi mi rendo conto che la politica è
innanzitutto compromesso, per cui qualunque sia la propria idea, se
si vuole governare bisogna quasi sempre rinunciare a qualcosa dei
propri principi in modo da mettere d’accordo tutti.
Tendenzialmente rimango vicino al centrodestra, ma guardo con
sospetto e sufficenza un po’ tutti i partiti, per
l’attaccamento alle poltrone, per un modo di fare opposizione
(ieri la destra, oggi la sinistra) molto miope, del tipo
“siccome quella cosa l’ha fatta il governo dobbiamo
opporci (anche se noi avremmo fatto allo stesso modo)”, e per
l’idea che comunque ci siano poteri forti (più o meno
visibili) capaci di influenzare la politica. Riguardando la storia
politica dell’Italia del dopoguerra, penso che forse ci
sarebbe bisogno di una nuova DC. In che senso? La DC era nata dalla
base del laicato cattolico (forte la presenza di AC), e questo
avrebbe dovuto permettere l’inserimento della dottrina
sociale della Chiesa nel sistema legislativo italiano. Purtroppo
l’assenza di vere alternative alla DC (troppo legata al
passato fascista la destra, troppo accondiscendente
all’imperialismo comunista la sinistra), le influenze della
politica internazionale (siamo, dopotutto, sudditi degli Stati
Uniti, nel bene e nel male, dal piano Marshall che ha permesso a un
paese ridotto in macerie di rinascere alla strage del Cermis) e il
compromesso di cui sopra hanno fatto ripiegare il partito su se
stesso e morire quello slancio innovatore; inoltre in politica non
c’è niente di definitivo ed eterno, per cui prima o poi
l’esperienza del centrismo DC doveva finire. Oggi ci siamo
abituati, seppur con fatica, all’alternanza, ad avere
più possibilità di governo; per superare le
contraddizioni e i compromessi delle grandi coalizioni un nuovo
grande partito cattolico potrebbe essere una risposta interessante,
con gente nuova che abbia in mente innanzitutto l’amore di
Dio e agisca in base a quello. Potrebbe essere il partito più
coerente, ma per farlo dovrebbe apparire incoerente verso un
governo di centrodestra o centrosinistra, appoggiando o meno le
leggi solo in base alla legge di Dio e non all’interesse o al
calcolo politico. Certo è un’utopia, soprattutto
perché senza la visibilità sui media di cui i due poli
possono godere non è possibile che un partito nuovo ottenga un
peso politico rilevante.
E la politica di oggi? Da buttare? Non tutto, entrambi i poli hanno
una componente cattolica e in molte decisioni questo è venuto
a galla, sia durante il governo dell’Ulivo che oggi con la
Casa delle Libertà. Tra i leader ammiro solo Fini, personaggio
di grande classe ma non montato (come molti leader di sinistra e
spesso anche lo stesso Berlusconi), oratore schietto ma con stile;
Follini, che nell’ultimo scorcio della XIV legislatura è
stato critico senza peli sulla lingua verso la leadership
Berlusconi, al punto da lasciare la segreteria dell’UDC; e
Bertinotti, l’unico veramente coerente a sinistra,
l’unico della sinistra a non sembrare così attaccato al
governo e alla poltrona; il suo appoggio esterno al governo Prodi,
con una fiducia variabile a seconda del gradimento delle proposte
del governo, è a mio parere la strategia che dovrebbe
affrontare un partito come quello che ho delineato poco fa. Guardo
invece con preocccupazione i radicali, le loro battaglie su
posizioni smaccatamente anticattoliche non sono certo piacevoli per
me. La loro visione “innovativa” della politica
potrebbe fare presa su chi cerca il “voto di protesta”.
È l’unico partito che non vorrei mai al potere.
Due parole sulla globalizzazione. Sono perfettamente conscio dei
pericoli che il mercato mondiale, dominato dalle multinazionali,
porta con sè, sullo sfruttamento delle nazioni povere,
sull’omologazione dei consumi, sulla snaturazione dei
prodotti, in particolare in campo alimentare (OGM e simili), sulle
possibili influenze di questi poteri economici sulla politica.
È un problema grave e va risolto prima che sia troppo tardi,
ma non si otterrà molto spaccando vetrine di gente che lavora
o bruciando macchine di persone comuni. Anche se la verità su
Carlo Giuliani è forse destinata a non essere mai trovata, non
credo sia giusto intitolare una piazza a suo nome. E vergognoso mi
sembra accogliere con tutti gli onori gente come Silvia Baraldini
(ok l’estradizione, ma sembrava di vedere un capo di Stato
piuttosto che una presunta terrorista) o la salma di O’Dell
(sono contro la pena di morte, ma chi è assassino lo rimane
comunque). Ci sono ben altri eroi da celebrare.
Forse l’ho già detto, sono abbastanza schivo e orso, spesso timido nel rapporto con gli altri, in particolare le donne, timidezza che trasformo in chiusura e mutismo che certo non incoraggiano chi voglia interagire con me. Con chi conosco un po’ riesco ad essere più socievole, cerco di andare d’accordo con tutti, raramente ho avuto delle vere inimicizie, poiché cerco sempre di superare ogni motivo di divergenza con l’altro. Mi odio molto quando fingo nei sentimenti o soprattutto mi maschero di fronte agli altri, e odio di riflesso chi fa altrettanto, sia nell’amore che nell’amicizia; odio quelli che parlano di certe cose non avendone minimamente competenza, tra questi molti giornalisti, che nella maggioranza sanno solo parlare di calcio e politica e, se provano a parlare di altro, dimostrano la loro ignoranza impunemente, facendo arrabbiare chi ne sa un minimo di più (gli argomenti dove si manifesta maggiormente tale ignoranza sono l’informatica e la Formula 1, o meglio, essendo io appassionato di entrambe le cose lo noto più che su altri argomenti); ancora, odio quelli che dovrebbero guardare sé stessi prima di sputare sentenze; i pregiudizi, le etichette facili, come il commerciante ladro, il cattolico bigotto e così via. E non son certo io quello che non ha assolutamente pregiudizi; però provo a rapportarmi con gli altri, come dicevo, con gentilezza e sempre pronto a cambiare le mie opinioni sulle persone, cercando di superare ciò che magari non mi va dell’altro.
Non so se sarei bravo ad accudire un animale a casa mia, di certo lui si troverebbe meglio in uno spazio più aperto. Amo il quieto vivere e il distacco dei gatti, piuttosto che l’espansività a volte esagerata dei cani. Mia nonna ha tenuto per 12 anni un passerotto di nome Giannino, trovato a Dozza da me e un mio amico nel 1988 e vissuto fino al 29/11/2000: quasi un record, e quando è morto è stato triste come per uno di famglia. Mi piace molto il blu, ma ultimamente non disdegno nemmeno il rosso (non rosso e blu insieme, però). Come dicevo mi piace scarabocchiare qua e là, e non sono certo molto ordinato, ma nel mio caos riesco sempre (o quasi) a trovare ciò che mi serve. Mangio molto, anche troppo, ma specialmente in passato ero molto difficile verso cibi nuovi, diversi dal solito; oggi sono molto meno rigido, comunque resto un grande amante della pasta, mentre non impazzisco per le carni (non che non mi piacciano, ma la sensazione davanti a un bel piattone di pastasciutta al pomodoro o al ragù è impareggiabile). Tortelli e tortellini sono in testa alla lista delle paste, poi ci sono le patate fritte, le varie piadine (da quella salata che compri al forno alla nostra piadina romagnola, allo gnocco fritto e ficattola), la pizza, l’affettato (o sfettolato, come lo chiama Canta), il parmigiano e lo squaquarone, cotolette e polpette al sugo, la torta classica con il ripieno di cacao, gli "zuccherini" tanto famosi qui da noi, i cremini Fiat e le Galatine. Inoltre colleziono bustine di zucchero; ne ho tantissime ormai, italiane ma anche estere (una foto con una piccola parte è qui, mentre una foto con tutte è qui), e faccio appello a chi ne ha perché me lo dica.
Avete gli stessi interessi? Odiate Schumacher e siete fan sfegatati di Montoya o Villeneuve? Volete scambiare opinioni sulla cucina o la politica? Fatevi sentire!




