Da Neuss a Marienfeld (e a Imola)

La fase “ufficiale” della GMG: La messa di benvenuto, le catechesi, l’incontro con Benedetto XVI.

16 Agosto - 17 Agosto - 18 Agosto - 19 e 20 Agosto - 20 e 21 Agosto


16 Agosto

Casa di Anne, Neuss, 00:10 CEST del 17 Agosto

Altra giornata campale, che ha messo a dura prova soprattutto i nostri nervi. Stamattina la signora Anne ci ha lasciato in casa soli assieme a Franziska, che ha rotto un bicchiere. Per sua fortuna non si è tagliata, e noi abbiamo evitato di fare congetture sul cosa sarebbe potuto succedere, ripulendo subito i cocci.

Siamo poi tornati alla scuola dove ci avevano smistato ieri sera, e lì abbiamo ricevuto, con gli altri del gemellaggio, i pass per la GMG; poi siamo andati alla chiesa di S.Quirino, di fronte alla quale abbiamo trovato alcuni degli imolesi arrivati ieri. La mattinata era libera, ed abbiamo così avuto il tempo di girare un po’ prima del pranzo.

Questo era distribuito davanti alla Stadt Hälle di Neuss, e lì abbiamo avuto a che fare di nuovo con la disorganizzazione tedesca. Nel frattempo, infatti, avevamo scoperto che ieri le iscrizioni di TUTTI gli imolesi erano state perse: per questo siamo stati messi un po’ dove capitava, tanto che alcune famiglie hanno saputo solo all’ultimo momento del nostro arrivo. Tornando al cibo, abbiamo scoperto che pranzo e cena sarebbero stati consegnati nello stesso momento, in file distinte, cosa che sui cartelli era poco chiara; inoltre, mentre la fila per la cena era abbastanza veloce, per il pranzo si andava a rilento, in quanto veniva cotto tutto in unico paiolo, non sufficiente per tutti, tanto che quando finiva si doveva ricominciare da capo attendendo mezz’ora o più prima che fosse tutto cotto.

Esattamente quanto successo a Gipos: la pasta (farfalle con le verdure) è terminata proprio quando era quasi il suo turno. Mentre lo aspettavamo (anche qui il pranzo si prende a gruppi di 6), mi sono dovuto improvvisare responsabile di Santo Spirito (compito che tocca, appunto, a Davide) per ricevere le indicazioni sul pomeriggio, e c’è stato tempo a sufficienza per salutare un po’ tutti gli amici arrivati alla GMG, visto che lì alla Stadt Halle c’eravamo tutti.

Mangiata un po’ di pasta (inevitabilmente scotta) siamo partiti per la Düsseldorf Arena (pare si tratti di un campo di hockey su prato), dove era in programma la Messa di benvenuto per gli ospitati a Düsseldorf e dintorni. A causa dell’inevitabile caos siamo arrivati giusto in tempo per l’inizio della Messa, che non è stata particolarmente lunga, essendo tutta in tedesco e con traduzioni via radio, ma è comunque terminata sulle 19.

A quel punto alcuni hanno deciso di partire subito per tornare a casa, altri invece hanno scelto di far smaltire un po’ di gente, rimanendo al concerto che ha seguito la Messa. Anche noi siamo rimasti per un po’ poi siamo partiti; tutto bene finché, tornati a Neuss, ci siamo trovati io, Gipos, Ivan e Giovanni nella necessità di trovare da soli la strada di casa, potendo appoggiarci solo agli autobus. Fortunatamente due passanti tedeschi ci hanno indicato una fermata vicina, e soprattutto alla fermata stessa abbiamo incontrato un portoghese, emigrato a Neuss, abitante nel nostro stesso quartiere, capace di parlare un buon italiano, che ci ha accompagnato in autobus e poi ci ha indicato la strada giusta.

Dunque tutto si è risolto per il meglio, anche se girare da soli per una città sconosciuta, all’estero e di notte, non ci è sembrata una bella cosa. Domani ci faremo dare il numero di telefono di Anne, per eventuali emergenze; e Gipos proverà a chiedere a don Sam di farci spostare in palestra con gli altri di Imola, possibilità forse meno allettante logisticamente ma con meno rischi di trovarsi a fare lunghe sfacchinate a piedi con la prospettiva di arrivare a casa chissà quando o di perdersi.
Quella sera eravamo, io e Gipos, abbastanza scocciati; in seguito la rabbia è sbollita ed abbiamo lasciato perdere l’idea di spostarci, una volta acquisita la padronanza della città e dei suoi mezzi pubblici.

Tanti problemi, e poche ore di sonno. Ringrazio però Ivan e Giovanni che non si sono mai lamentati, nonostante ne avessero tutte le ragioni.

Spirito

Alcuni momenti di oggi, nonostante il resto, sono stati davvero belli e hanno addolcito molto la giornata. Di certo il momento migliore è stato il ritrovo con i tanti amici giunti ieri da Imola, in particolare i “Toronto boys & girls”, che mi sono sembrati felici di rivedermi (in particolare suor Maria Teresa). Oltre a loro, tanti altri compagni di avventure, conosciuti in questa o quest’altra occasione.

Un’altro bel momento è stato la preghiera che abbiamo improvvisato al mattino, momento bello proprio perché spontaneo (credo che il nostro Vescovo sarebbe stato contento nel vederci). Senza dirlo abbiamo rivissuto il motto dell’ultimo Congresso Eucaristico, “Senza la Domenica non possiamo vivere”. Infine, mi vengono in mente le persone che ci hanno aiutato a trovare la strada di casa stasera, non volontari della GMG, ma gente qualsiasi che avrebbe potuto tranquillamente infischiarsi dei nostri problemi. Quasi degli angeli, mi verrebbe da dire.

Intanto porto avanti molti rapporti importanti, a cominciare da quello con i miei GVSS in trasferta qui. Mi sembra quasi di stare imparando qui a fare l’educatore; forse esagero, ma certo l’atmosfera di condivisione aiuta molto. E quanto è bello, ad ogni GMG vissuta, trovare torme di giovani di paesi diversi, scambiarsi cori, doni e segni di pace, rallegrando l’attesa di un autobus o di un treno. Sensazioni belle, inebrianti, ed utili a sopportare le difficoltà. A proposito delle quali credo che forse, dopo questa GMG, un’unghietta di Paradiso dovrei essermela guadagnata. ;-)

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17 Agosto

Casa di Anne, Neuss, 01:15 CEST del 18 Agosto

Altro arrivo in ritardissimo, altra notte che si preannuncia breve, ulteriore sonno arretrato da smaltire.

Stamattina, per noi del gemellaggio ed altri di Imola e Lugo era in programma il pellegrinaggio al Duomo di Colonia, contenente le reliquie dei Santi Magi. Pellegrinaggio che abbiamo mantenuto il più possibile silenzioso, anche se la confusione generata dagli altri gruppi rendeva a tratti difficile la concentrazione.

Il duomo di Colonia è davvero molto bello (in modo diverso da quello di Speyer, essendo una chiesa gotica), con due organi molto imponenti ed in fondo la teca d’oro contenente le reliquie. Fuori dal Duomo erano invece visibili una gigantografia di Benedetto XVI ed il ritratto, composto di foto mandate via Internet (compresa quella di don Marco), di Giovanni Paolo II.

Usciti dalla chiesa ci siamo recati a mangiare, perdendo un po’ di tempo per riuscire a radunare tutti (eravamo circa 160); in pratica abbiamo anche oggi finito tardi il pranzo, per cui abbiamo saltato la festa dell’Azione Cattolica internazionale e ci siamo diretti, scaglionati, alla festa “Italyani”, in programma nello stadio di Colonia. Il problema è stato che, per motivi logistici (non avere persone sedute dietro al palco) e di sicurezza (scarso numero di vigili del fuoco presenti), nello stadio erano disponibili molti meno posti dei 100.000 inviti distribuiti; per questo molti (tra cui noi) si sono dovuti arrangiare a seguire la cerimonia e il concerto da un maxischermo posto dietro lo stadio.

Abbiamo cenato e siamo stati lì un po’ (significativo quando sul palco è stata improvvisata una satira dell’organizzazione e i giovani hanno risposto con i pollici in giù, stanchi della situazione creatasi), poi sulle 21 abbiamo iniziato il viaggio di ritorno, che si è assai prolungato, per aspettare i ritardatari e per aver sbagliato un treno. Vista l’ora tarda sapevamo, una volta arrivati a Neuss, di non poter tornare a casa con l’autobus, quindi abbiam preso un taxi.

Curiosità: gli italiani dovrebbero essere il gruppo più numeroso a Colonia (100.000 persone almeno), ed il cappellino del quale ci ha dotato il Servizio di Pastorale Giovanile è ambitissimo (già 4 persone lo hanno chiesto a me). Inoltre si parla di Sydney come sede della prossima GMG, probabilmente una scelta logistica migliore di quella di Colonia, che ha sofferto soprattutto della necessità di dover smistare i pellegrini in tre città (più sobborghi), appesantendo così i trasporti.

Spirito

Troppo correre, troppe esigenze, troppi problemi e problemini materiali, e rimane poco tempo per pensare a sé e ai temi che questa GMG pone alla nostra attenzione. Speravo di rinfrancare lo spirito alla festa Italyani, memore della splendida serata al Molson Amphitheatre di Toronto, ma a queste condizioni divertirsi è stato difficile.

Molto d’aiuto, invece, il pellegrinaggio di oggi, ben gestito dal nostro gruppo, nel silenzio e nel segno semplice di una croce, portata a turno, dietro alla quale abbiamo marciato; un richiamo alla volontà di adorare che muoveva i Magi. Inoltre il modo in cui guardo e mi rapporto alle persone è molto diverso dal solito.

Vedo che finalmente ragiono da adulto: in particolare verso molte ragazze GVSS mi comporto, se non proprio da educatore, da fratello maggiore, mentre devo riconoscere che un po’ di anni fa avrei piuttosto cercato di “intortare”, cosa a mio avviso da evitare, visto che è il modo migliore per rovinare un rapporto, ed anche perché, fra un ragazzo di 21-22 anni e una ragazza di, mettiamo, 15-16 anni, le aspettative ed il modo di vedere la vita sono diversi (non perché uno è più maturo dell’altra, è proprio una questione di diversa visuale).

Insomma, guardo la gente con occhi diversi ed il cuore sincero e sgombro da istinti sbagliati, e questo è un grande regalo che questa GMG mi sta facendo. Domani catechesi, poi nel pomeriggio l’incontro col Papa sulle rive del Reno a Köln (incontro a cui forse non andremo, tenendo conto della difficoltà di spostamento), e la sera, forse, un incontro di tutti noi diocesani (era ora!).

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18 Agosto

Casa di Anne, Neuss, 00:35 CEST del 19 Agosto

Finalmente una giornata più tranquilla e meno stancante, dove abbiamo potuto fare le cose con calma e quindi gustarle meglio.

Stamattina la prima catechesi, che attendevo fiducioso di poter ascoltare un’importante parola di guida per la mia fede. E non sono stato deluso, grazie all’Arcivescovo di Ancona/Osimo che ha saputo usare il tema e le parole giuste per parlare ai nostri cuori, indicandoci il modo per raggiungere Cristo, vero senso della nostra vita, meglio dei tanti “surrogati” che la società odierna ci propone.

Finite la catechesi e la Messa (tenutesi alla Stadt Hälle di Neuss, dove abbiamo mangiato martedì), avevamo tre opzioni: andare subito a Köln per assistere all’arrivo del Papa sul Reno, saltando il pranzo, oppure andare a Düsseldorf per seguire l’evento dai maxischermi, o ancora organizzandosi liberamente. Un po’ per evitare di correre almeno per un giorno, un po’ perché avevo già visto Benedetto XVI il 3 Luglio all’Angelus, ho deciso di rimanere nel parco vicino alla Stadt Hälle e riposarmi un po’, viste le dormite di questi giorni.

Siamo rimasti lì fino alle 17:30, poi con Gipos, Maso, Torlo e alcune GVSS di Sant’Agata siamo andati a Düsseldorf per un breve giretto, tra qualche negozio e qualche bar. Ho mangiato un kebap molto buono (mancava solo un po’ di salsa piccante...), poi siamo tornati indietro ed io e Gipos ci siamo recati alla chiesa di San Quirino (dove avevamo incotrato gli imolesi martedì), dove ci siamo incontrati con gli altri “gemellini” e qualcun’altro.

Era infatti il momento delle testimonianze, nel quale alcuni ragazzi hanno portato il loro contributo riguardo alle esperienze vissute nel gemellaggio e qui a Neuss. Dulcis in fundo, la distribuzione di frutta e succhi offerti dalla famiglia che ospitava Simone ed Andrea a Rödersheim, ed il gelato pagatoci dal borgomastro di Rödersheim, che aveva cenato con noi la prima sera. Ritorno a casa tranquillo stavolta, non era troppo tardi ed abbiamo trovato l’autobus senza problemi.

Curiosità: sempre più probabile la GMG a Sydney, anche l’arcivescovo l’ha accennato; oggi c’era con noi anche il nostro Vescovo, che ha concelebrato la Messa ed è rimasto con noi a pranzo, cordiale ed affabile come sempre; la foto della quale mi ha parlato mamma, che ritrae me e Gipos, è stata scattata e mandata in Italia da don Marco con la sua fotocamera digitale; la foto rappresenta quelli di Rödersheim davanti alla croce piantata vicino alla chiesa, e ad essa è allegata anche un’intervista a don Sam.

Spirito

Poche corse e due momenti molto belli, come la catechesi e la testimonianza, hanno reso questa giornata una delle migliori di questa GMG.

Riguardo al primo momento, dicevo della capacità dell’arcivescovo Edoardo Menichelli di parlare al nostro cuore di giovani ed alla nostra vita da giovani, indicandoci la via per adorare Gesù, con gli esempi da imitare, gli “approdi facili” da evitare e la necessità di non ragionare su Gesù e cercarlo in eterno, ma lasciarsi amare da Lui.

Tante le parole durante la testimonianza, tutte interessanti e cariche di esperienza vissuta. Potrei citare Gipos, per il quale è stato facile, come per me, vedere un angelo nel ragazzo portoghese che ci ha aiutato a trovare la strada di casa martedì sera; oppure Gianluca che, come altri, ha sottolineato l’ospitalità delle famiglie durante il gemellaggio, alcune delle quali hanno preso ferie (in Germania, in agosto, si lavora già) appositamente per seguire noi; o anche Rita, che ha subito provato a mettere in pratica il consiglio dell’Arcivescovo di affidarsi alla Provvidenza per le scelte della vita.

Non ho rinunciato a cuor leggero al saluto a Benedetto XVI: mi è dispiaciuto mancare a quel contatto col Vicario di Cristo che sempre mi ha scaldato il cuore. Mi consolo pensando a Marienfeld, che attendo con trepidazione. Domani catechesi, poi alle 18 l’incontro di tutti i diocesani col Vescovo, seguito dalla Via Crucis per tutti i giovani ospitati a Neuss. Il grande momento si avvicina.

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19 e 20 Agosto (fino all’arrivo del Papa)

Casa di Anne, Neuss, 01:17 CEST del 20 Agosto

Siamo dunque pronti per partire. Anche stanotte dormiremo 4 ore e forse riempirò troppo lo zainone per la camminata di domani, ma direi che ci siamo.

Oggi nuova catechesi, con l’Arcivescovo di Savona/Noli, imperniata sul tema della testimonianza. Anche se meno vibrante di quella di ieri, ed a tratti ripetitiva, è comunque stato interessante sentir ribadire che la testimonianza dell’incontro con Cristo nella quotidianità nasce quando ci si conforma a Cristo stesso, cosa che si realizza nel “Fate questo in memoria di me” dell’Eucaristia.

Dopo pranzo siamo rimasti per un po’ alla Stadt Hälle, anche a causa della pioggia che ha continuato a tratti per tutto il pomeriggio; nell’atrio dell’edificio, con tutti quelli di Santo Spirito, abbiamo improvvisato un momento di testimonianza per chi non aveva parlato ieri, poi siamo andati in giro per le vie di Neuss, comprando cartoline e francobolli. Peccato che le cartoline, neanche tanto belle, le abbia pagate 1 euro l’una, e peccato che non abbia fatto firmare a tutti quelli di Santo la cartolina per Canta. Mi rifarò al ritorno a casa, provando poi a imbucare in un qualche autogrill. (Alla fine, invece, dovrò ripiegare sulla consegna a mano) Siamo poi andati a San Quirino per l’incontro col Vescovo.

Marienfeld, Colonia, 15:15 CEST del 20 Agosto

Visto che stanotte ero stanchissimo e non riuscivo a completare, mi porto avanti col lavoro adesso che siamo già a Marienfeld.

Ma andiamo con ordine. A San Quirino avevamo l’incontro con Tommaso Ghirelli, il nostro Vescovo, incontro durante il quale erano in programma le testimonianze di alcuni di noi. A me è stato chiesto da don Sam di ripetere quanto detto ieri sera, così il primo intervento è stato il mio e pare sia stato apprezzato sia dal Vescovo che dai ragazzi. Altri interventi e brevi riflessioni del Vescovo hanno concluso l’incontro, per farci partecipare alla Via Crucis.

Questa è stata, a mio parere, organizzata maluccio, perché radunare anche solo tutti i pellegrini di Neuss rendeva inevitabilmente il tutto molto dispersivo, per l’uso di varie lingue e perché molta gente non interessata rimaneva in piazza disturbando chi, come me, cercava di seguire il rito. Inoltre le musiche di accompagnamento erano quantomeno discutibili. Dopo la Via Crucis abbiamo atteso gli avvisi per la giornata seguente e siamo tornati a casa, per mettere a posto le valigie per la partenza e dormire un po’, visto che stamattina dovevamo essere pronti presto.

Stamattina sveglia alle 5:45 per arrivare, alle 7:30, al ritrovo degli imolesi in partenza. Il percorso del pellegrinaggio verso Marienfeld, in gran parte adiacente ai campi, è stato lungo circa 6 Km e non troppo faticoso, anche grazie al cielo coperto che, se da un lato minacciava pioggia (cosa poco piacevole) dall’altro ci ha fatto sudare meno e quindi sopportare meglio il peso e il cammino (anche se l’umidità non ha aiutato).

Ora eccomi qua, pronto ad accogliere Benedetto, che credo passerà proprio davanti a noi, stasera, andando verso l’altare. A stasera!

Spirito

Ho appena partecipato a una Messa per gli imolesi nel nostro settore, concelebrata da quasi tutti i sacerdoti in mezzo a sacchi a pelo e dormibene. Bella perché in quelle condizioni precarie diventa più importante rimanere attenti alla celebrazione, e in quell’atmosfera caotica e rumorosa si riesce a creare un raccoglimento forse maggiore che nel silenzio di una chiesa.

Mentre attendiamo Benedetto penso al contrasto tra la bellezza del momento di testimonianza di ieri vissuto col Vescovo e gli altri imolesi e la dispersione della Via Crucis subito dopo; e mi dispiace quasi che si sia interrotto in tutta fretta il primo momento per partecipare al secondo. Ma forse proprio questa Messa di oggi mi fa riflettere sul fatto che l’essenziale resta il modo in cui si vive ogni momento di incontro con Cristo; se ben vissuto, infatti, esso porta sempre frutto.

Comunque ieri sera ho ascoltato molte belle testimonianze, segno che nonostante le difficoltà questa Giornata sta elargendo doni copiosi a molti; e lo stesso don Andrea nella Messa di oggi ci ha esortato ad offrire a Dio anche questi momenti difficili. Non posso negare che mi abbiano fatto piacere i complimenti ricevuti dopo il mio intervento, anche dal Vescovo; non voglio però esaltarmi, e tengo a mente le parole di Papa Giovanni: “Starò in guardia perché non si levi in me la pianta della superbia” ed offro, Ad Maiorem Dei Gloriam, ogni ringraziamento e complimento ricevuto, poiché è da Dio che sono venute questa esperienza e questa testimonianza, e dunque a lui vanno rese grazie.

Intanto il cielo si è aperto, le nuvole si stanno diradando. Forse Benedetto, come Giovanni Paolo a Downsview, ci sta regalando qualcosa di simile a un miracolo. Grazie, e a tra poco!

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20 e 21 Agosto (dall’arrivo del Papa al ritorno)

In autobus tornando a casa, 21:21 CEST del 21 Agosto

Mentre qui in autobus inizia la proiezione di “Io, robot”, proviamo a rimettere insieme i pezzi di questa due giorni con BXVI ed a dare compimento a questo racconto di GMG.

Ieri sera Benedetto è arrivato tra noi, e per la prima volta dalla sua elezione ho rivisto la papa-mobile. Simone è riuscito a fotografare la macchina da dietro, io ho fatto qualche foto all’altare con lo zoom al massimo; ed in effetti si può riconoscere il Papa tra gli altri prelati.

La veglia è stata un bel momento, e BXVI non ha deluso nel raggiungere i nostri cuori con le sue parole, come sapeva fare bene JPII. Della sua riflessione mi rimane impressa, in particolare, l’affermazione secondo la quale solo in Cristo c’è vera rivoluzione e i Santi sono i veri riformatori: una rivoluzione senza Cristo è destinata al totalitarismo, alla negazione della libertà.

I giovani dimostrano di amarlo, anche se non è Giovanni Paolo: alla fine pare fossimo almeno un milione, rispetto agli 800.000 previsti. Lo slogan “Benedetto” è il più intonato, segno della forte presenza degli italiani, ed in attesa che altri ne vengano coniati (Quello in italiano lo si è sentito già in Piazza San Pietro la sera dell’elezione). Molto agitati anche gli australiani, al punto da da picchettare buona parte del nostro settore, il che ha causato qualche tensione al nostro arrivo ieri. Certamente la decisione di ospitare a Sydney, peraltro nel 2008, la prossima GMG (la XXIII) era nell’aria da tempo, infatti (come a Downsview nel 2002) le magliette degli australiani precedevano l’annuncio del Papa, fatto stamattina dopo la Messa.

Messa durante la quale BXVI ha ribadito, nell’omelia, gli stessi concetti di ieri, dicendo che nel sacrificio Eucaristico di Cristo si realizza il vero cambiamento, dove la violenza della Croce diventa Amore, e la morte Vita. Inoltre il Papa ci ha spronati a mettere in pratica il desiderio di un mondo migliore che cova nel nostro cuore, quasi ripetendo l’invito a “portare il fuoco sulla Terra” fattoci da JPII a Tor Vergata. Insomma, credo che Benedetto abbia passato l’“esame” del popolo che Giovanni Paolo tanto amava e per il quale aveva creato queste GMG.

Qualche nota. Oggi mi ha telefonato, mentre uscivamo da Marienfeld (un viaggio più lungo di quello di ieri, per arrivare all’autobus), un giornalista del “Corriere di Romagna”, lo stesso che mi aveva chiamato ieri per sapere se ero stato a Colonia giovedì per incontrare il Papa. Mi ha intervistato, chiedendomi tra l’altro un confronto tra i due Papi; ho detto che probabilmente BXVI è più “ieratico” di JPII, ma non per questo incapace di parlare ai giovani. Spero che sul giornale (se le mie dichiarazioni verranno pubblicate) non vengano travisate le mie parole, dicendo che BXVI è meno vicino a noi: non lo credo proprio.

Volevo fare qualche scambio (di maglietta, di bandiera) ma alla fine non ho concluso nulla: Benedetto ci ha dato due giorni senza pioggia, ma ieri sera era freddino e soprattutto umido, e aggiungendoci la stanchezza non me la sono sentita di andare in giro dopo la veglia e mi sono coperto con la cerata. Questo mi ha permesso di dormire la bellezza di 8 ore, un numero altissimo ;-) . La mattina, girando per andare in bagno, ho visto un gruppo che cantava “Shine Jesus shine”, e ho sorriso ricordando quello che è stato il nostro inno a Toronto. E per rimanere in tema, mamma al telefono mi ha parlato di topi in giro per la spianata, ma né io né don Sam abbiamo visto niente :-) .

E dunque, mentre ormai è notte ed il film è finito, cala il sipario anche su questa XX GMG. Nonostante tutto, porto a casa dei doni importanti ed inaspettati, e proprio per questo graditissimi, ed ora più che mai spero di conservarli nella GMG della vita di tutti i giorni, la GMG che comincerà domani. Buona notte, e ci rivediamo (forse) a Sydney!

Spirito

Il rendermi conto di essere cresciuto è stato un grande dono di questa GMG e la cosa che più ricorderò d’ora in avanti. Riguardo agli aspetti negativi, se dovessi sintetizzare tutto in una parola direi: fretta. Lunghi viaggi da compiere, problemi organizzativi, orari da rispettare: tutte cose che toglievano tempo alla mia riflessione personale, al discernimento ed al raccoglimento. In questo il diario è stata un’esperienza utilissima; se non mi fossi preso l’impegno di portarlo avanti avrei perso qualcosa di ciò che la GMG mi ha dato.

Lascio e saluto tante facce, in questo ritorno, alcune ben conosciute, di persone con cui ho condiviso molto, altre viste di sfuggita, in un attimo o poco più, a causa del nostro numero imponente e della già citata fretta. Potrei fare tanti nomi, a cominciare da Gipos col quale ho vissuto un nuovo momento della nostra amicizia; poi don Marco e don Sam (o Ton Zammüele :-)))))) ), che ci hanno aiutato a farci leggere anche le difficoltà con gli occhi della fede. Erik, il seminarista più inaspettato che abbia mai incontrato; i miei GVSS coi quali ho passato momenti molto belli ed ho costruito un rapporto più intenso. Tutte le persone delle quali, in un momento o nell’altro, in un modo o nell’altro, mi sono assunto la responsabilità, in un servizio che è stato il mio momento principale di crescita.

Ancora, gli altri GVSS, con i problemi e le peculiarità della loro età, con i quali mi sono rapportato da fratello maggiore, per dare loro consigli ed esperienze che fossero loro utili. Persone dalla forza spirituale straordinaria, belle dentro e fuori grazie alla fede, come Rita ed altri, le migliori pubblicità per il Cattolicesimo (definizione orribile oltre che riduttiva, lo so, ma spero che renda l’idea).

I tedeschi incontrati al gemellaggio, Ramoona e la sua famiglia, Eva, Simon, Fiona, Daniela, il parroco, i “bevitori”; compagni di viaggio per pochi giorni anche se le nostre strade non si sono separate del tutto: quelle croci piantate a Dannstadt, Hochdorf e Rödersheim sono solo un segno di ciò che ci unirà per sempre. La signora Anne e la sua famiglia, capaci di mettere da parte i loro problemi per dimostrare grande sensibilità e attenzione verso i nostri, anche con poche parole e piccoli gesti.

L’elenco potrebbe durare ancora ma è bene chiuderlo qui. Vorrei aver potuto conoscere tutti i miei compagni d’avventura, come a Toronto, ma certo stavolta era più difficile farlo (e ancora adesso non ricordo i nomi di alcune “facce” incontrate al gemellaggio... sono proprio una frana :-( ). Posso certamente dire GRAZIE a tutti voi; grazie a Benedetto che ha mostrato di amarci tanto quanto il suo predecessore. Grazie soprattutto a Gesù, che dopotutto ha esaudito una delle grazie che gli avevo chiesto in questi giorni (vedremo le altre...). Grazie anche per le difficoltà, perché da tutte, proprio da tutte, abbiamo tratto qualcosa di buono per noi.

Non disperdiamo nulla di tutto questo, dunque! Ciao a tutti, e grazie ancora!

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