Testi fuori testo

Oltre al diario ho altri scritti in archivio: i resoconti delle due catechesi cui ho partecipato e l’articolo che ho scritto per il Nuovo Diario Messaggero sulla GMG. Eccoli.

Catechesi del 25 Luglio - Catechesi del 26 Luglio - Articolo per il N.D.M.

Inoltre, qui trovate tutto il materiale papale riguardante la GMG, come i discorsi all’accoglienza dei giovani, alla veglia e all’omelia della domenica.


Catechesi del 25 Luglio 2002

Tenuta da S.E. l’Arcivescovo di Ivrea a Transfiguration Church, Toronto

Questo resoconto è stato scritto il 2 Maggio 2005 prendendo spunto dagli appunti da me presi durante la catechesi.

La preghiera di questi momenti e la festa: entrambi i momenti sono necessari allo spirito. Dal lago di Tiberiade al Lago Ontario, Gesù passa e chiama, ieri come oggi. Il discorso della Montagna, che contiene il motto della GMG (“Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo”) è una sorta di provocazione, soprattutto nelle beatitudini che esaltano gli ultimi e umilano i primi. Il richiamo alla Scrittura è necessario per essere sale e luce anche nelle persecuzioni, uno dei luoghi dove si realizza la beatidudine (“Beati i perseguitati a causa della giustizia...” “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno...”).

Noi siamo luce nella misura in cui partecipiamo alla luce di Gesù, perché lui è vera luce e noi la riflettiamo (vedi anche il “discorso alla luna” di Giovanni XXIII). Nella Genesi Dio crea innanzitutto la luce, poi il sole e le altre stelle. La luce è l’inizio della creazione e sarà la fine della storia, l’inizio della vita eterna. È la luce della Trasfigurazione, vista dallo stesso S.Giacomo, luce che scompare il Venerdi Santo per ricomparire a Pasqua. Noi siamo luce fin da quando nasciamo alla fede con il Battesimo e la Cresima; dalla luce viene tutto il bene, come quando al termine di un cammino notturno si ha freddo e si cerca una luce che è anche calore. Dobbiamo essere sentinelle del mattino, lampade per illuminare il cammino nostro e degli altri.

Annunciando la luce, noi stessi siamo già luce. Gesù chiama noi, con la nostra pochezza, ad essere luce; ci si può chiedere perché noi, così inadatti, siamo chiamati, ma Gesù ci ha scelto uno per uno, chiamandoci per nome. Anche un fiammifero è niente, ma acceso nel buio è punto di riferimento.

Spesso confondiamo la luce con le tenebre, ci sembra troppo duro dividere il bene dal male e scegliamo il grigio. Invece, senza temere il male, dobbiamo essere testimoni della verità, di Gesù che è Via, Verità e Vita. Dobbiamo prima, però, distinguere in noi il grano dalla zizzania e togliere le travi dai nostri occhi: strumentalizzazione degli uomini, raggiro, egoismo. Bisogna essere luce e pace per tutti, non solo per le cose di cui si parla maggiormente; nel mondo globalizzato dell’economia e del mercato dobbiamo portare la luce “globale” del Vangelo.

E dobbiamo esssere luce anche nella famiglia e nell’impegno sociale, senza avere paura del “giogo soave” e del “carico leggero” di Gesù. Essere luce nel rispetto della vita, nella castità, contro l’amore egoista, “giocato”, usa e getta. Essere luce nel lavoro, dando il meglio di sé in modo chiaro. La via della luce è la via della gioia, per cui Gesù ci dice “Voi siete la gioia del mondo”; una via ampia per essere “perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”.

Domande

Come essere testimoni della verità senza intolleranza? La verità non è una formula o una dottrina, ma è una persona vivente, Gesù. Presentiamo la Verità vivente, offrendo a Gesù noi stessi; Lui ci renderà tolleranti e in cerca della Luce perfetta.

Come uscire dal grigio? Scegliere è difficile e scomodo, sul grigio non si vedono le macchie. La luce disturba e rivela ciò che si vorrebbe nascondere, toglie le maschere. Conoscere il gusto della Croce è il modo migliore per discernere la vera Luce.

Come vivere questi momenti diversi? Ogni momento è in funzione dell’altro. La preghiera e la catechesi ci dicono “Cosa siamo andati a vedere”, mentre l’incontro festoso dei giovani mi fa comprendere veramente il volto di Dio, facendo in modo che non me lo costruisca a mia immagine e somiglianza. Di nuovo, al termine, mi servirà rivivere il momento nella mia interiorità.

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Catechesi del 26 Luglio 2002

Tenuta da S.E. l’Arcivescovo di Verona a Transfiguration Church, Toronto

Questo resoconto è stato scritto il 2 Maggio 2005 prendendo spunto dagli appunti da me presi durante la catechesi.

Sentiamo Dio, la sua presenza, e vogliamo fare la sua volontà, ma non ci riusciamo sempre; la GMG serve a riprendere, per tutti. È più difficile ricominciare che cominciare da capo, perché siamo frenati dalle difficoltà passate. Nella venuta di Gesù tutto viene riconciliato nel cosmo; Gesù è il nuovo Adamo buono.

L’umanità prova il dolore del parto prima della riconciliazione. Come l’astronauta deve essere pronto prima di partire, anche l’uomo, per riconciliare il mondo, deve essere riconciliato con Dio in Cristo Gesù. La gente della Palestina, che pure ha visto i miracoli, non riesce a seguire Gesù che si proclama pane della vita, mentre Pietro, illuminato dallo Spirito, gli dice “Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna!”. Anche Gesù sperimenta il dolore della riconciliazione: prima implora il Padre (“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”), poi, riconciliato, si abbandona alla sua volontà (“Padre, nelle tue mani consegno il mio Spirito”).

Dunque spesso la riconciliazione passa attraverso il dolore, come hanno sperimentato i sacerdoti ed i religiosi dell’Est europeo durante il periodo comunista. Oggi l’ostacolo sono le tante “proposte” contro la fede, Massoneria, pornografia, droga; una sessualità deviata, un amore errato, una falsa libertà che giova all’interesse altrui. Queste proposte non rinnegano Gesù direttamente ma cercano di far distogliere l’attenzione da lui. Riconciliarsi con Dio e con gli uomini è necessario anche per evangelizzare, riportare lo sguardo fisso su Gesù.

Il racconto dell’incontro tra la Maddalena e Gesù Risorto riassume tutta la vita di Maria di Magdala; lei, conquistata da Gesù, va da sola alla tomba senza fermarsi di fronte agli ostacoli, vuole riavere il suo Gesù. Per questo Gesù si manifesta a lei e lei subito si illumina, ed il mondo con lei si ributta ai Suoi piedi.

Finora mi hai conosciuto in un modo, ora che vado al Padre continua ad amarmi. Questo è il messaggio di riconcliazione di Gesù ad ognuno di noi. Dobbiamo sentire il Signore entrare nella nostra vita in modo diverso, e ripensare noi stessi, cioè accettare senza smettere mai di amare. Riconciliarsi dunque è un compito quotidiano, ripensare la propria strada di fronte alla propria vita e alla propria vocazione che cambiano. Nella famiglia Gesù rende il matrimonio “trinitario”, ne è fondamento e sprone quotidiano. Nella vita consacrata Gesù ci aiuta ad essere una guida per gli altri, sempre presente e che dona amore.

Domande

Come comportarsi con coloro che non sono assidui o presenti nella fede? L’atteggiamento vincente è quello dell’amore: accettare, pregare per loro, aiutare nei momenti difficili proponendo il Vangelo.

Come conciliare in sé le idee comuniste e la fede cristiana? Molte persone sposano le idee comuniste per motivi sociali e per loro principi, piuttosto che per fede. È bene quindi aiutare la propria fede a manifestarsi; il resto lo farà Gesù. Facciamoci aiutare dalla Madre del Buon Consiglio e dallo Spirito Santo, e coraggio!

Come raggiungere la vera libertà? Pregando, perché Gesù ci ha promesso: “Se dunque voi che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, tanto più il Padre vostro che è nei cieli darà lo Spirito a coloro che glielo chiedono!”. Un altro valido aiuto è avere una guida spirituale.

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“Vedere il Papa ha scaldato il cuore e ha dato forza!”

Versione finale dell’articolo scritto da me sulla GMG, tratto dal giornale “Nuovo Diario Messaggero” di Imola, n.29 del 3 Agosto 2002, pag. 16

Riporto l’articolo qui, ma lo trovate anche nell’archivio online del Nuovo Diario Messaggero.

San Paolo ci ricorda quanto l’amore sia più importante rispetto a qualsiasi altra cosa; l’esperienza che abbiamo vissuto noi 27 giovani della diocesi di Imola, assistiti da don Andrea Querzè e don Pier Paolo Martignani, è stata di sicuro, innanzitutto, un’esperienza d’amore.

L’amore che ci è stato mostrato dalla comunità della Parrocchia Transfiguration of Our Lord (Trasfigurazione di Nostro Signore), che nella serata del 19 Luglio, al nostro arrivo a Toronto, dopo quasi 20 ore di viaggio tra aerei ed autobus, ci ha offerto da mangiare, e con grande calore umano ci ha assistito nei giorni successivi, permettendoci di superare ogni difficoltà e i problemi che l’organizzazione della GMG ha palesato.

Pensare che questa gente si occupasse di noi è stato per tutti motivo di gioia ed un aiuto a prepararci meglio nello spirito a questa 17. Giornata Mondiale della Gioventù.

Dopo i primi giorni dedicati a visitare la città più multietnica del Canada e contemplato lo spettacolo delle cascate del Niagara, la GMG è iniziata ufficialmente con la Santa Messa di apertura presieduta dall’Arcivescovo di Toronto Aloisius Ambrosivic, che ci ha in pratica introdotto alle parole che poi il Santo Padre ci avrebbe detto, ossia che proprio noi, giovani, siamo chiamati ad essere sale della terra e luce del mondo. I giorni successivi sono stati dedicati alle catechesi, quella dell’Arcivescovo di Ivrea ancora incentrata sul tema della luce, e quella dell’Arcivescovo di Verona sul tema della riconciliazione. In quei giorni abbiamo anche vissuto momenti di comunione con tutti i giovani del mondo nell’incontro con il Papa ad Exibition Place, nella festa “Italyani” dedicata ai pellegrini provenienti dal nostro paese ed agli emigrati italo-canadesi, e nella Via Crucis del venerdì.

Ci ha scaldato il cuore vedere il Papa così “pimpante” nonostante gli acciacchi dell’età, quasi ringiovanito anche lui di fronte a noi giovani e pronto a spronarci ad essere sentinelle del mattino ed a ricostruire un mondo sconvolto dai fatti dell’11 settembre e dagli scandali della Chiesa americana.

Sabato 27 tutti verso Downsview Park teatro della veglia e della Santa Messa conclusiva vissute con il Santo Padre. Di nuovo il Papa ha manifestato tutta la fiducia che ripone in noi e la necessità di scegliere Gesù alla nostra età, che è probabilmente la più difficile nella vita di un uomo. L’idea di Cristo luce del mondo ci è sembrata molto evidente domenica mattina quando, dopo esserci svegliati sotto la pioggia, l’arrivo del Papa ha riportato il sereno.

Il nostro viaggio in Canada si conclude nella città di London vicina a Toronto, dove vivono molti emigrati italiani tra cui i parenti di alcuni dei giovani del nostro gruppo. Quello che ci sentiamo di dire dopo questa GMG è che l’affetto che noi, giovani di tutto il mondo, abbiamo dimostrato verso il Papa, e l’amore che il Papa e tutte le persone che ci hanno accolto hanno dato a noi, resteranno sempre nel nostro cuore.

Mattia e gli altri giovani della diocesi di Imola

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