Da London a casa

I giorni di “vacanza” dopo la GMG: nelle famiglie di London, alla chiesa di St. Mary, in giro per l’Ontario, poi i saluti ed il ritorno a casa.

29 e 30 Luglio - 31 Luglio - 1 Agosto - 2 e 3 Agosto


29 e 30 Luglio

Casa della famiglia Morgan, London, 23:35 EST del 30 Luglio

Dopo una bella doccia mi sento rinato, e quindi spero di non avere crolli mentre scrivo il diario. Ieri sera dovevo scrivere l’articolo per il Nuovo Diario Messaggero (lo trovate qui) e sono a malapena riuscito a finirlo per poi dormire, tralasciando il diario.

Quanto c’è da dire! Ieri pomeriggio siamo dunque arrivati a London, in casa di uno dei fratelli di Anna Maria, nonna di Chiara e Betta, dove si sono riuniti tutti i parenti. Allora, se ho capito bene: Anna Maria aveva tre sorelle e quattro fratelli, questi sono emigrati tutti in Canada e lì hanno messo su famiglia con figli e nipoti. Questi non masticano l’italiano, ma comunque ci capiamo bene (son 10 giorni che son qua, l’inglese me la cavicchio, sarebbe grave se non riuscissi a farmi capire). È stato divertente vedere Chiara e Betta salutare, tra ieri e oggi, un esercito di parenti sconosciuti!

Abbiamo subito sperimentato il calore tutto italiano, e - se possibile - anche maggiore di quello dei parrocchiani di Transfiguration, di questi fratelli canadesi, che ci hanno riempito di roba da mangiare, sorrisi e cordialità. Ieri sera abbiamo avuto un cenone coi fiocchi: lasagne (quelle vere), cotolette, insalata, tortone, caffè e vinello, tutto buonissimo e in quantità industriale, tanto che dispiaceva dover dire “Grazie, basta così”. Nello stagno della casa c’erano anche i ranocchi, e abbiamo ripensato a quelli di Downsview ;-) ; abbiam bevuto di tutto, acqua, vino, grappa, cola, 7UP eccetera, finché non sono cominciate ad arrivare le famiglie ospitanti.

Io sono finito (insieme a Davide) nell’unica famiglia canadese al 100%, col marito totalmente ignorante di italiano e la moglie che parla qualcosina. Lui si chiama Bruce Morgan, lei Fermina; lui lavora in Università, lei è insegnante elementare. Non poter parlare in italiano è stato anche meglio, trasformando quasi il soggiorno in una vacanza studio, inoltre Davide ha un ottimo vocabolario e un’ottima pronuncia (in passato è stato in vacanza in Canada e USA). Io ho passato mezz’ora con loro a parlare di computer (hanno un Pentium III/733 per lui e un Mac per lei; lui inoltre ha un Palm e un laptop), poi siamo stati tutti insieme un’altra ora in salotto (il divano è reclinabile elettricamente, e sotto uno schienale c’è il tavolino!) a parlare di sport, di macchine (hanno una Pontiac Grand Prix), di Torri gemelle (erano stati in vacanza a New York nel 2001 e ci hanno mostrato le foto) ed altro.

Poi, che gioia tornare a dormire in un letto! La mattina non mi sono svegliato quando Fermina ha bussato alla porta, ma quando qualche minuto dopo mi ha chiamato Davide: evidentemente ero ridotto uno straccetto... Colazione frugale e poi in macchina verso la Parrocchia di St.Mary (20 minuti; consideriamo che London è molto estesa, con molto verde, e conta 360.000 anime) dove ci siamo riuniti con gli altri per la messa alle 9. Don Andrea ha poi parlato del mio articolo e mi ha invitato a leggerlo tra l’entusiasmo generale (in realtà l’articolo era da riscrivere, quindi ho un po’ improvvisato). Sono poi andato con Donata a scrivere l’email per il Nuovo Diario Messaggero con l’articolo stesso; non ho voluto approffittarmene per guardare le mie email, magari domani. Ci hanno anche detto che il prode Alessandro ha 38 di febbre, mentre Federica pare essersi ripresa del tutto.

Siamo usciti per visitare London: il municipio con vista sulla città, la chiesa di St.Peter’s dove avviamo recitato l’Angelus e due parchi, pieni di anatre e scoiattoli ben poco timorosi dell’uomo e facilmente avvicinabili. Nel secondo parco abbiamo pranzato, poi abbiamo giocato a calcio, pallavolo e frisbee; i palloni li ha offerti don Peppino, il giovane e simpaticissimo parroco di St.Mary. Tornati verso la chiesa siamo poi andati al cinema Imax lì vicino (l’Imax ha una ripresa speciale, che permette un’immagine ad effetto 3D, ed un suono molto ben fatto; ricorda molto il Geode di Parigi) dove hanno proiettato un documentario sul Grand Canyon. Con noi don Peppino e Bruno, un ragazzo della parrocchia.

A cena siamo stati da un altro dei fratelli di Anna Maria, dove sono ospitati don Andrea, gli sposini Fabio e Stefania, Lellino e Fabio (mentre nella casa di ieri sera ci sono Anna Maria, Matteo, Chiara e Betta); anche qui molto cibo, molto italiano, molto buono: penne (non rigate) al pomodoro, salsiccia, pollo, polpette, costolette, insalata, frutta, dolce, tutto sempre innaffiato a vino. Dopo cena abbiamo fatto un momento di verifica - testimonianza della GMG, poi ancora divertimento, a seguire le partite a bocce (don Andrea e don Pier Paolo contro suor Maria Teresa e Samuele), e a cantare di tutto, da Romagna mia all'Inno di Mameli, e ballare, accompagnati da uno dei parenti dotato di fisarmonica. Non poteva mancare “Shine Jesus Shine” canto insegnatoci da suor Maria Teresa che ormai abbiam fatto nostro, molto gestuale e per questo coinvolgente.

Domani dovremmo visitare i Grandi Laghi, mentre la sera ci aspetta la festa al club dei siciliani di London. Dopo Antinisca, Elisa e la suorina partiranno; le prime due andranno al matrimonio (in Canada) di un loro amico, mentre suor Maria Teresa deve fare il volo diretto da Toronto a Francoforte, perché ha il visto solo per il Canada e non per gli USA (ha fatto lo stesso itinerario anche all’andata, ovviamente).

Spirito

“Non aspettate per far fruttare la GMG e ciò che di buono vi ha dato, partite ora” ci ha detto don Andrea ieri a Messa, per ricordarci di non disperdere ciò che è stata questa esperienza. Oggi don Pier Paolo ci ha parlato della spiegazione della parabola della zizzania proposta nel Vangelo del giorno, che richiama alla necessità di perdonare sempre il prossimo. Mi hanno scaldato molto il cuore sia l’ospitalità dei canadesi che l’interesse attorno al mio articolo, ma soprattutto la verifica, piena di testimonianze toccanti, come quella commossa dello sposino Fabio. Si moltiplica il dialogo tra noi, un po’ perché siamo ritornati in una dimensione più “privata” dopo la GMG, un po’ perché andare a dormire in posti diversi la sera aumenta la voglia di ritrovarsi alla mattina. Mi sento sempre meglio, e ho voluto ringraziare tutti personalmente nella verifica per questo. Mi piacerebbe invitarli a Dozza a mangiare, vedremo... (La mangiata c’è stata, ed è stato un altro momento bellissimo, anche per come ho visto felici i miei genitori)

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31 Luglio

Casa Morgan, London, 00:05 EST del 1 Agosto

Le ombre si distendono, scende ormai la sera, purtroppo, su questa esperienza alla GMG, mentre si apre agosto. Si intravede un clima struggente di saluti e d’altra parte si vede (almeno per quanto mi riguarda) la felicità, comunque, di tornare a casa.

Sai a che ora mi sono svegliato io stamattina? Alle sette meno un quarto! (Citazione dal “Pippo Chennedy Show”) Colazione, e poi a St.Mary per partire alla volta del lago Erie, stavolta guidati dalla nostra ospitante, Fermina. In viaggio ci siamo fermati in uno strano bazar, chiamato “Colasanti’s” comprendente anche un piccolo zoo con tigri, tigrotti, pantere, lama, caprette, galline, pappagalli, iguana, coccodrilli, struzzi, serpenti, lemuri, wallabies, porcellini d’India e aquile. Molti di questi erano accarezzabili e gli si poteva anche nutrire, l’ingresso era 50¢ ma qualcuno è passato da un’altra parte senza pagare (vista la cifra, direi che non ne valeva la pena). Alla fin fine mi ha fatto pena questo show di animali, non perché io sia un gran animalista, ma certi usi di certi animali si potrebbero evitare quando possibile.

Il lago Erie è uno dei Great Lakes, e sulle sue coste si affaccia la punta più meridionale del Canada. Abbiamo pranzato e celebrato la Messa, poi siamo andati con una specie di bus (a proposito, anche oggi viaggio in scuolabus :-) ) a visitare proprio quel fazzoletto di terra, Point Pelee, attaccato al 42. parallelo, sotto il quale ci sono solo gli USA. Io ho messo i piedi a mollo, qualcuno ha anche fatto il bagno, proibito sulla punta dell’istmo a causa del passaggio delle barche, ma consentito sui due lati della punta. Quanto è bollente la sabbia del lungolago!

La giornata si è conclusa al Sicilia Club of London, ritrovo - ovviamente - degli emigrati siciliani. Scene già viste ma certo non dispiace riviverle: tanto calore, cordialità, cibo ottimo e abbondante (maccheroni al ragù, salsiccia aromatizzata con zucchetti fritti, peperoni ed insalata, tortone alla frutta e buon vino). Altra scena ormai consueta è il “compleanno” di Alberto; ormai è usanza cantargli gli auguri in ogni occasione possibile, chiedendogli poi il gelato: siamo già arrivati a 48 anni, e lui ne ha 36! Infine canti e balli, Romagna mia contro Sciuri Sciuri.

Ma, come dicevo, è ormai tempo di saluti: domattina parte suor Maria Teresa (che abbiamo salutato stasera) per Toronto, a salutare amici filippini e poi a partire per Francoforte causa il visto (vedi ieri); mentre dopo la Messa partiranno Anti ed Elisa, che hanno fatto incetta di email di tutti stasera, per il matrimonio dei loro amici. Io ho pensato di dedicare a ciascun membro del gruppo un pensierino scritto (adesso scrivo quelli di Anti ed Elisa), come ringraziamento personale a ciascuno ed anche per lasciare un ricordo. Spero di scriverli bene ;-) Domani dopo i saluti di nuovo ai Laghi (e bagno!), poi la sera gran festa a St.Mary e saluti agli ospitanti prima di “far ritorno al travaglio usato” per dirla con Leopardi (anche se in modo meno pessimistico).

Spirito

Risuona l’appello a non abbandonarsi al grigiore della vita, appello già lanciato dall’Arcivescovo di Ivrea, nel Vangelo di oggi dell’uomo che vende tutto per il campo con il tesoro o per la pietra preziosa. Abbiamo pregato affinché sappiamo scegliere Gesù ogni giorno rinunciando per Lui a qualsiasi cosa (“Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito...”) per avere il centuplo e la vita eterna.

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1 Agosto

Casa Morgan, London, 00:45 EST del 2 Agosto

Alè, ultima notte che passo in Canada. Domani a quest’ora dovrebbero essere le 6:45 in Europa e l’aereo dovrebbe essere non troppo lontano da Francoforte, mentre sulle 13:30 CEST dovrei rimettere piede sul patrio suolo. Quanti pensieri mi affollano la mente, quelli sull’esperienza bellissima che va a finire e quelli su ciò che mi aspetta a Imola (direi almeno 12 ore di sonno, poi si vedrà...).

Oggi siamo andati verso il Lago Huron, quello degli Uroni (visti neanche uno, però...), fermandoci nel mezzo a visitare qualche città, ma non prima di aver celebrato Messa a St.Mary e aver salutato con commozione Anti ed Elisa che sono partite, anticamera del magone che ci verrà fra circa 30 ore a Bologna. Intanto ho lasciato loro i miei pensierini, domani sull’aereo Detroit - Francoforte preparerò quelli per tutti gli altri, sperando di trovare le parole giuste per ciascuno.

Poco dopo pranzo siamo arrivati alla spiaggia del lago. Ho tentato con altri una partitina a beach volley ma la sabbia bollente ha mortificato le mie già scarse qualità; poi sono andato a fare il bagno. Com’è bella l’acqua del lago! Non galleggi bene come in mare, ma non c’è quel saporaccio salato dell’acqua marina, quindi si sta molto meglio, quasi come in piscina. Sono stato dentro, credo, un’oretta buona, poi su ad asciugarsi, ed alle 16 è ripartito lo scuolabus per riportarci a St.Mary, e durante il c’è stato tempo per giocare a becco e a trionfo, con Samu e Alberto (al quale nel frattempo abbiamo fatto compiere 50 anni coi nostri auguri ;-) )

A St.Mary i Vespri e poi l’attesa per la cena: tagliatelle con pomodoro e polpette, cotolette con asparagi (credo) impanati, insalata varia, poi la torta per l’ennesimo compleanno di Alberto, che stavolta il gelato ce l’ha offerto davvero! Poi canti e balli (con Alberto ho cantato Servi della gleba...) e il ritorno a casa, prima del quale il nostro Bruce ci ha fatto vedere il college universitario dove lavora e London by night, devo dire carina.

Domani si parte, devo finire il rullino e svegliarmi presto, salutare tutti i canadesi e preparare i foglietti per tutti noi, inoltre (dopo aver parlato con mio babbo) voglio invitare tutti a Dozza, magari per fine settembre.

Spirito

Oggi si leggeva del Regno di Dio come la rete che prende tutti, buoni o cattivi; poi Dio deciderà. È risuonato ancora l’invito a vivere la fede fin da subito, nella Messa che abbiamo celebrato insieme a dei giovani di Subiaco (Roma). Ti chiedo, Signore, di essere uno dei pesci buoni che rimane nella rete. E grazie a tutti.

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2 e 3 Agosto

Casa mia, Imola, 20:20 CEST del 3 Agosto

La lunga marcia si è conclusa. Il cammino iniziato in quel 19 Luglio, insieme con i giovani di tutto il mondo, verso Gesù, ora torna ad essere cammino personale, anche se sempre in comunione di spirito; ognuno è chiamato ora a seguire Gesù nella vita di tutti i giorni.

Stamattina sveglia alle 7 (di Toronto), rapida colazione con le valigie già fatte e poi a St.Mary, dove è stata celebrata la Messa senza il gruppo di Subiaco (che era con noi anche al lago Huron). C’erano invece tutte le famiglie ospitanti, i parenti di Chiara e Betta e tutti gli altri, per il primo saluto, con molti volti commossi e lo scambio di doni: noi abbiamo offerto l’immagine della Chiesa di Toscanella e una ceramica di Faenza a Fermina e Bruce, augurandogli anche tante cose per la prossima nascita del loro bambino. Poi siamo partiti per Detroit, con circa 10 ore di anticipo sull’aereo, visto che l’agenzia ci aveva segnalato possibile caos nel viaggio; in realtà non ci sono stati problemi, non troppa gente alla frontiera USA-Canada e solo noi, insieme ad un gruppo misto di sardi, romani ed altri, a fare il check-in a Detroit...

Casa mia, Imola, 20:49 CEST del 4 Agosto

Ieri ero in catalessi (ma va’?) quindi completiamo adesso. Abbiamo avuto moltissimo tempo prima che l’aereo partisse, quindi abbiamo potuto fare varie partite a beccaccino, dire lodi e ora media di seguito (non avendolo potuto fare prima) ed io ho cominciato a scrivere i pensierini. Stavolta meno controlli che all’andata; siamo partiti in orario, direi, e dopo la cena (solite schifezzine da aereo) ho finito i pensierini e sornacchiato un po’, durante quella notte breve e veloce (andavamo incontro al sole, nel viaggio).

Partiti alle 19:30 EST, siamo arrivati alle 8:30 CEST a Francoforte, quindi con un viaggio più breve che all’andata. Abbiamo letto un po’ di cronaca italiana sul Corriere, qualcuno si è fatto cappuccio e cornetto, poi giocando a becco si è fatta ora di ripartire. Io ero di nuovo in catalessi, tanto che mi sono dormito il decollo (incredibile) e (quasi) anche l’atterraggio, anche grazie a un panino schifosetto pieno di maionese (o forse burro d’arachidi) che era il “pranzo” e agli altri panini mangiati per colazione sull’aereo Detroit-Francoforte.

Alla discesa dall’aereo, forse per lo scombussolamento dei voli, forse per la tristezza della fine, nessuno aveva granché da dire. Io comunque sono sceso dall’aereo, come mi ero ripromesso di fare, con la bandana della GMG e la bandiera italiana a mo’ di mantello, e così addobbato ho riabbracciato mamma e babbo (mia mamma ovviamente era commossa) per poi distribuire a tutti i pensierini. Poi, appunto, il momento dei saluti, con tanto magone per l’esperienza finita, e il ritorno a casa coi miei, durante il quale ho comprato il Nuovo Diario, che come anticipato da don Pier Paolo conteneva anche il mio articolo! Beh, fa un certo effetto leggere su un giornale qualcosa scritto da te.

La sera, dopo aver cenato con panini (ma senza schifezze, con vero pane e vero prosciutto!) sono andato a letto, con questa bellissima esperienza nel cuore.

Per sempre.

Spirito

Non c’è stato molto da dire nella Messa, dedicata soprattutto al ringraziamento verso tutti gli ospitanti, da quelli di Transfiguration a don Peppino e alle famiglie di London. Resta l’augurio che ciò che di buono questa GMG ha seminato rimanga e porti frutto. Beh, ora che ho visto come è bello dare e ricevere amore credo che non me lo dimenticherò facilmente.

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