Il cammino verso Toronto

Prima della narrazione è bene spiegare come sono arrivato a partecipare a questa GMG.
Avevo, innanzitutto, voglia di ripetere l’esperienza del 2000 a Roma; un po’ perché attirato da quella sensazione di “universalità” della fede che si prova a vedere giovani di tutto il mondo uniti, appunto, da Cristo; un po’ perché sapevo di non aver vissuto spiritualmente al meglio quell'incontro, troppo distratto dalla “grandeur” di Roma, dei colori, della gente. Il Santo Padre aveva chiamato ciascuno di noi a Toronto, alla fine della messa di Tor Vergata, ed eravamo chiamati a rispondere “sì”.

Fra Roma e Toronto, però, ci fu New York e l’11 settembre; un evento che influì sulla mentalità di molti. Ovviamente anch’io rimasi scosso, era immaginabile, ma quando ritornai a pensare alle cose di tutti i giorni, non mi sfiorò neanche l'idea di non andare a Toronto per paura di attentati; pensavo, tra il serio e il faceto, “Vuoi mo’ che Dio permetta che cada l'aereo che ci porta alla GMG? Al massimo, lo farà perché ci vuole da lui subito...”. In ogni caso, non vedevo perché avrei dovuto privarmi di quell’opportunità.

I miei non sembravano d’accordissimo in principio, anche loro timorosi di qualche attentato; e anche la diocesi, a quanto sentivo dire, non organizzava niente, il che mi dispiaceva molto. Poi, tramite una collega di mia mamma, entrai in contatto col parroco di Toscanella, tale don Andrea Querzè. Lo conoscevo già, di vista, persona molto gentile e anche dolce, o almeno così mi sembrava. Passarono varie riunioni a Toscanella, in cui maturò l'idea: saremmo partiti il 19 luglio, avremmo alloggiato nella Parrocchia di un quartiere italiano di Toronto, poi saremmo rimasti in Canada anche dopo la GMG, trasferendoci a London, città a sud di Toronto, dove abitavano dei parenti di alcuni dei ragazzi che sarebbero partiti con noi.

Conoscevo, a quelle riunioni, alcune facce che avrebbero preso parte all'avventura della GMG con me. Alcune le conoscevo solo di vista, altre erano del tutto nuove. Non c’ero solo io di Santo Spirito, però; anche Lellino era interessato ad andare a Toronto, e si aggregò. Persone che avrebbero avuto un ruolo determinante in quei giorni, insieme a tante altre che avrei conosciuto là.

E proprio perché questo è anche un racconto di persone, è giusto, prima di iniziare, che scriva un breve elenco dei partecipanti. Ridurrò le informazioni al minimo indispensabile, per motivi di privacy, mettendo solo quello che serve alla comprensione del diario.

Nome (o nomi) Eventuali note
don Andrea L'ideatore
Caterina L'organizzatrice
Chiara, Elisabetta, Matteo e Anna Maria Chiara ed Elisabetta (detta anche Betta) sono sorelle;
Matteo è il papà e Anna Maria la nonna. I fratelli di Anna Maria emigrarono in Canada, e lei e Matteo andranno subito a London, aspettandoci là alla fine della GMG.
Mirco
Michela e Miriam Sono gemelle, e mi ci è voluto qualche giorno per imparare a distinguerle...
Ilaria
Alessandro
Valentina
Samuele Seminarista - accolito, diventerà sacerdote nel 2003.
Stefania e Fabio Sono freschi sposini e hanno deciso di sostituire il viaggio di nozze con la GMG.
Alessio
Gianluca
Gabriele meglio noto come Lellino
Donata
Federica
Davide
Silvia B.
don Pier Paolo Prete di Croce Coperta, vecchia conoscenza
suor Maria Teresa Suora filippina
Roberto detto anche Cecco la talpa
Alberto detto anche Berto
Silvia G.
Laura
Fabio
Elisa
Antinisca

A scanso di rimostranze, l'ordine era lo stesso del foglio coi nomi che ci era stato dato.

Due ultimi avvisi sulla consultazione del diario. Le parti in corsivo sono note espressamente aggiunte al momento di trascrivere il diario sul Web, per capire meglio certi punti. In ogni giorno è incluso un capitolo "Spirito", riguardante appunto la sfera spirituale (mentre il resto del diario è una cronaca vera e propria), con riflessioni sui momenti "forti" della giornata.